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Trump Media sconta le criptovalute: rosso trimestrale a 406 milioni

Trump Media chiude il primo trimestre con 405,9 milioni di dollari di perdita: pesano svalutazioni non realizzate su Bitcoin e Cronos.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Trump Media sconta le criptovalute: rosso trimestrale a 406 milioni

Trump Media & Technology Group ha chiuso il primo trimestre con una perdita netta di 405,9 milioni di dollari, appesantita dalle svalutazioni non realizzate sulle sue posizioni in criptovalute. CoinDesk ha riportato che la società madre di Truth Social ha registrato ricavi per appena 871.200 dollari, mentre un anno prima la perdita trimestrale era stata di 31,7 milioni.

Il peso maggiore è arrivato da Bitcoin: secondo i dati contenuti nel deposito citato da CoinDesk, Trump Media deteneva a fine marzo 9.542,16 BTC, acquistati con una base di costo di 1,13 miliardi di dollari e iscritti a un valore equo di 647,1 milioni. La differenza fotografa l’impatto contabile della volatilità del mercato, un tema centrale anche per chi segue l’asset nella nostra scheda su Bitcoin.

La seconda componente riguarda Cronos, token collegato all’ecosistema Crypto.com. CoinDesk ha indicato che Trump Media possedeva 756,1 milioni di CRO, con una base di costo di 113,9 milioni di dollari e un valore equo di 53 milioni a fine trimestre. L’acquisto, pari a 105 milioni di dollari, era stato completato lo scorso anno nell’ambito di un accordo con Crypto.com che lega il token ai programmi di ricompensa di Truth Social e Truth+.

Nel conto economico sono confluiti anche 244 milioni di dollari di perdite non realizzate sulle criptovalute e una perdita da investimenti da 108,2 milioni, attribuita in larga parte a titoli azionari, sempre secondo quanto riportato da CoinDesk. La società ha però indicato un flusso di cassa operativo positivo per 17,9 milioni nel trimestre, sostenuto dalla vendita di opzioni put acquistate in precedenza su Bitcoin impegnati e su strumenti collegati a Bitcoin.

Una parte della riserva in Bitcoin non è liberamente disponibile. Nel deposito citato da CoinDesk, Trump Media ha indicato che 4.260,73 BTC, valutati 289 milioni di dollari a fine marzo, erano stati posti a garanzia di obbligazioni convertibili. Questo dettaglio è rilevante perché riduce la flessibilità della società nell’eventuale gestione della posizione, anche se la valutazione di mercato del pacchetto complessivo varia con il prezzo del BTC.

Al momento di scrivere, CoinMarketCap indica Bitcoin a 81.373,94 dollari, in rialzo dell’1,06% nelle 24 ore e del 3,47% su sette giorni, con una capitalizzazione di 1.629,71 miliardi di dollari. Il dato arriva dopo una fase di prezzo ancora irregolare, già emersa quando Bitcoin aveva frenato sotto 80 mila dollari, e aiuta a spiegare perché le società quotate con grandi tesorerie in criptovalute possano mostrare risultati contabili molto sensibili alle oscillazioni del mercato.

Il caso Trump Media evidenzia quindi una distanza marcata tra attività operative e voci finanziarie: i ricavi del trimestre restano contenuti, mentre le oscillazioni degli asset digitali hanno determinato gran parte del risultato netto. Le perdite su Bitcoin e Cronos sono non realizzate, ma il loro effetto sul bilancio mostra quanto l’esposizione diretta alle criptovalute possa incidere sui conti di una società quotata.

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