Wall Street scivola: petrolio oltre 100 dollari e Big Tech in rosso
Le minacce di Trump all’Iran spingono il petrolio oltre 100 dollari, mentre Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq cedono dopo Tesla e Alphabet.

Wall Street ha aperto la seduta di giovedì 23 luglio 2026 in netto arretramento, con il Dow Jones in calo di oltre 500 punti e il petrolio spinto sopra 100 dollari al barile. Anche l’S&P 500 ha ceduto circa l’1%, mentre il Nasdaq Composite è arretrato di oltre il 2%, colpito dal doppio effetto di tensioni geopolitiche e risultati societari sotto esame. Stocktwits ha riportato che il movimento è arrivato dopo un nuovo avvertimento del presidente Donald Trump all’Iran, seguito agli attacchi attribuiti ai ribelli Houthi contro petroliere saudite nel Mar Rosso.
Trump ha sostenuto che Washington considererebbe Teheran responsabile di nuove azioni contro navi commerciali, evocando la possibilità di una risposta militare pesante. Il nodo resta la percezione di un rischio più ampio sulle rotte energetiche, in una fase in cui il mercato del greggio reagisce con rapidità a qualsiasi minaccia sull’offerta. Stocktwits ha aggiunto che le tensioni in Medio Oriente sono aumentate anche per notizie su missili diretti verso la Giordania e su un attacco con droni vicino al confine tra Kuwait e Iraq.
Sul fronte azionario, la pressione non è stata solo geopolitica. Tesla e Alphabet (Google) hanno pesato sul Nasdaq dopo i risultati del secondo trimestre, confermando una fase più selettiva per la tecnologia statunitense. Il tema era già emerso nella nostra analisi sui costi dell’IA dopo Tesla e Alphabet, dove la crescita dei ricavi veniva confrontata con investimenti sempre più onerosi. La correzione dei titoli tecnologici si è inserita in un contesto in cui gli investitori stanno ricalibrando aspettative su margini, spesa in intelligenza artificiale e domanda finale.
Per chi segue le quotazioni azioni USA, la seduta conferma come tecnologia ed energia restino i due canali principali attraverso cui gli shock esterni arrivano sugli indici. Il ribasso dei futures era stato anticipato anche nel nostro aggiornamento sui mercati USA frenati da petrolio e Big Tech. Nel comparto delle criptovalute legate alla figura dell’ex e attuale presidente statunitense, Official Trump scambia a 1,63 dollari, con una variazione a 24 ore positiva dell’1,30%.
Il movimento resta contenuto rispetto alla volatilità osservata sull’azionario, ma il token continua a essere monitorato quando le notizie politiche su Trump tornano al centro dell’attenzione dei mercati. Per Tesla, la reazione dei listini arriva dopo una serie di segnali già poco lineari. Nei giorni scorsi avevamo segnalato il tema dei robotaxi e del nodo scala, mentre un’altra analisi aveva messo in evidenza il calo degli utili e la pressione sui margini.
In questa seduta, però, la debolezza del titolo si somma a un quadro di volatilità più ampio, alimentato dal petrolio e dalla fuga parziale dal rischio. La combinazione tra greggio sopra quota 100 dollari, vendite sui grandi titoli tecnologici e nuove minacce militari crea quindi una seduta difensiva per Wall Street. Il punto chiave, nelle prossime ore, sarà capire se il mercato considererà l’episodio come uno shock temporaneo o come l’inizio di una fase più lunga di rischio geopolitico incorporato nei prezzi.