World Liberty rilancia: nuova causa contro Justin Sun su WLFI
World Liberty Financial accusa Justin Sun di diffamazione e vendite allo scoperto su WLFI, dopo il ricorso del fondatore di Tron.

World Liberty Financial ha aperto un nuovo fronte legale contro Justin Sun, accusando il fondatore di TRON di diffamazione e di condotte scorrette legate alla criptoattività WLFI. CoinDesk ha riportato che la società collegata al presidente statunitense Donald Trump e alla sua famiglia ha depositato l’azione lunedì in un tribunale statale della Florida.
La causa arriva dopo il ricorso presentato da Sun contro World Liberty in un tribunale federale della California, nel quale l’imprenditore contestava il congelamento della possibilità di trasferire i suoi WLFI. The Block ha riferito che la disputa riguarda circa 240 milioni di dollari in criptoattività bloccate, una cifra che rende il contenzioso uno dei casi più osservati tra quelli nati attorno ai nuovi progetti collegati a figure politiche statunitensi.
Nell’azione depositata in Florida, World Liberty sostiene che entità riconducibili a Sun avrebbero acquistato WLFI anche per conto di altri soggetti tramite compratori interposti. CoinDesk ha scritto che la società ipotizza inoltre possibili vendite allo scoperto sulla criptoattività, mentre diverse parti del documento giudiziario risultano oscurate, comprese sezioni relative agli acquisti e alle presunte condotte contestate.
Decrypt ha riportato che World Liberty accusa Sun di avere finanziato una campagna coordinata di vendita allo scoperto al momento del debutto pubblico di WLFI a settembre. La società afferma di avere congelato la posizione di Sun per limitare ulteriori danni e sostiene che tale facoltà fosse prevista dagli accordi di sblocco sottoscritti dall’imprenditore. Si tratta, al momento, di accuse civili che dovranno essere valutate in sede giudiziaria.
Un punto centrale della causa riguarda anche la comunicazione pubblica seguita al congelamento. World Liberty sostiene che i messaggi di Sun su X, nei quali chiedeva lo sblocco delle sue criptoattività e negava irregolarità, contenessero affermazioni false o diffamatorie. CoinDesk ha aggiunto che la società attribuisce a Sun l’uso di promotori online e sistemi automatizzati per amplificare quelle contestazioni, sostenendo di avere perso opportunità commerciali specifiche.
La ricostruzione della prima fase della controversia era stata affrontata anche nel nostro aggiornamento su World Liberty e la causa a Justin Sun. Il caso intreccia questioni tipiche dei mercati delle criptoattività, dalle clausole di sblocco alla liquidità degli strumenti appena quotati, temi che rientrano anche nella nostra guida al trading di criptovalute. La differenza, in questo caso, è il peso reputazionale e politico delle parti coinvolte.
La posizione di Sun, per ora, resta opposta a quella di World Liberty. The Block ha riportato che l’imprenditore ha ridimensionato la controcausa definendola una manovra priva di merito, mentre la società insiste nel collegare il congelamento alla protezione del progetto e dei detentori di WLFI. La disputa proseguirà ora su due sedi giudiziarie diverse, con procedimenti che potrebbero chiarire i limiti contrattuali e comunicativi nelle emissioni di criptoattività.