Lezione 14: i patterns di inversione del trend principale

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Analizzate le figure di continuazione, esaminiamo in questa lezione i principali patterns di inversione del trend principale. Ci sono alcuni punti in comune per tutte le formazioni di inversione:

  • ci deve essere un trend in atto ben definito;
  • un primo campanello di allarme è la rottura di una trendline;
  • più la configurazione è estesa, maggiori saranno le conseguenze al ribasso o al rialzo;
  • le figure di inversione di up trend sono generalmente più veloci nella loro formazione rispetto a quelle di down trend;
  • lo studio dell’andamento dei volumi è molto importante soprattutto sui minimi, ossia sulle inversioni di un trend ribassista.

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Testa e spalle

Lezione 14: i patterns di inversione del trend principale

La prima figura che analizzeremo è il testa e spalle: affinché tale formazione sia attendibile occorrono una serie di elementi che si susseguono tra di loro. Osservando la figura in alto, possiamo notare che fino al punto C è in atto un up trend confermato da due massimi e due minimi entrambi crescenti. Fin qui tutto regolare. Il primo allarme si accende al punto D, quando la seconda correzione (seconda linea rossa) fa scendere i prezzi sotto il massimo precedente (punto A). Attenzione, questo non è un elemento sufficiente per sostenere che l’up trend sia terminato, ma neanche per affermare che è cominciato un down trend.

Successivamente si assiste ad una reazione al rialzo del mercato che però si manifesta debole e si ferma al punto E, in prossimità del massimo etichettato con la lettera A, formando un massimo più basso di C. In questo momento siamo in presenza di una semiconfigurazione di trend al ribasso con due massimi decrescenti, C ed E. A questo punto una discesa dei prezzi al di sotto del precedente minimo contrassegnato dalla lettera D e la contestuale rottura della trendline (neck line – linea del collo) disegnata unendo B ed E, darà vita ad un nuovo down trend.

I volumi e la rottura della neck line nel testa e spalle

Per quanto riguarda i volumi, come per tutti i patterns, sono di fondamentale importanza nella costruzione di tale figura. Essi si espandono in prossimità del nuovo massimo (punto A), mentre si contraggono durante la correzione verso il punto B. La successiva salita verso C si mostra con una certa debolezza nei volumi rispetto al punto A: questo ci deve mettere in “allerta”. Durante il successivo recupero dei prezzi dal punto D al punto E i volumi sono ancora in discesa.

Molto importante è anche la successiva rottura del supporto (neck line) che deve avvenire in maniera netta e significativa e con volumi in aumento. Solo così possiamo affermare che la costruzione della figura è terminata e ci sia, quindi, un segnale decisivo di inversione del trend. Il fallimento della figura può rappresentare solo una pausa di consolidamento del trend in atto.

In generale con il pullback, successivo alla rottura del supporto (linea del collo), si assiste ad una reazione dei prezzi verso l’alto con volumi in diminuzione. Questi livelli possono rappresentare buoni ingressi dove aprire posizioni short.

L’obiettivo di prezzo minimo che si può ottenere si calcola ribaltando la distanza presente tra testa e collo, lungo la neck line, mentre l’obiettivo massimo è rappresentato dall’annullamento totale del trend precedente.

Testa e spalle rovesciato

Il testa è spalle rovesciato è la versione ribassista della figura precedente. Essa, infatti, segnala l’inversione di un trend al ribasso.
La differenza principale è nella successione dei volumi (ricordiamo che sui minimi l’importanza dei volumi è ancora più enfatizzata). In particolare, sulla testa i volumi si contraggono rispetto alla spalla sinistra, per poi aumentare ed essere maggiori a quelli fatti registrare sulla spalla sinistra durante la formazione della spalla destra. I volumi più alti devono essere visualizzati sulla rottura della linea del collo. Solo così possiamo sancire la formazione reale della figura e quindi l’inversione del trend in atto.

Testa e spalle fallito

Se i prezzi, una volta rotta la linea del collo, dovessero attraversarla di nuovo nella direzione opposta significa che la formazione non si è compiuta e si è trattato, quindi, di un falso segnale. In questo caso il trend in atto continua nella sua direzione. Quello che stiamo scrivendo sembrerebbe compromettere tutto quello che abbiamo descritto fin ora ed in particolare l’attendibilità dell’analisi tecnica; ne è invece la sua affermazione.
Infatti, questo ci rivela che:

  • nessun segnale è infallibile: tutte le formazioni che abbiamo studiato funzionano la maggior parte delle volte e hanno natura probabilistica non assoluta;
  • l’analista tecnico deve sapere di aver sbagliato ed in ciò gli è d’aiuto l’analisi tecnica che permette di riconoscere con facilità e rapidità l’errore; ricordiamo il principio: “tagliare velocemente le perdite e far correre gli utili”.

Triplo massimo e triplo minimo

Lezione 14: i patterns di inversione del trend principaleTali formazioni, che si trovano con una certa frequenza, sono disegnate da tre picchi o da tre minimi che si formano in un trading range. Queste figure si possono associare al doppio massimo e al doppio minimo. Il triplo massimo e il triplo minimo sono, però, ancora più significative in quanto i prezzi reagiscono per la terza volta senza fuoriuscire dalla figura. Questo è sintomatico del fatto che la battaglia tra compratori e venditori in questi casi è ancora più combattuta e rilevante. Quando il confronto avrà un vincitore le conseguenze che ne deriveranno saranno maggiori rispetto al doppio massimo e al doppio minimo.

Per quanto riguarda i volumi nel triplo massimo, come per il testa e spalle, devono tendere a comprimersi su ogni picco e devono espandersi alla rottura del supporto che darà vita all’inversione di tendenza. Speculare discorso per il triplo minimo (i volumi si dovranno ridurre su ogni minimo ed incrementarsi alla rottura della resistenza). Voglio sottolineare, ancora una volta, l’importanza dei volumi sulle figure di inversione di un trend al ribasso.

Il tempo, l’ampiezza e l’attraversamento del triplo massimo e triplo minimo

Oltre ai volumi una notevole attenzione meritano anche il tempo di formazione della figura (visto sia da un punto di vista dell’ampiezza che della lunghezza del pattern) e l’ampiezza della formazione vista da un punto di vista dei prezzi. In generale maggiore è il tempo che intercorre tra i massimi (o tra i minimi) e maggiore è la lunghezza della figura, maggiore sarà l’attendibilità e la significatività di tale pattern in relazione alle conseguenze in termini di inversione e di prezzo.

Anche in questo caso, come per tutte le figure di inversione, solo l’attraversamento netto e con volumi in aumento delle figure nella direzione opposta al trend (supporto o resistenza a seconda sia tratti di un triplo massimo o un triplo minimo) darà origine all’inversione di tendenza. Fin quanto i prezzi rimarranno “imprigionati” nel trading range non si potrà parlare di triplo massimo e di triplo minimo e i prezzi possono tornare a muoversi lungo il trend principale.

Possibili punti di ingresso short sono il breakdown del supporto statico oppure il punto di massimo dopo il pullback, mentre possibili punti di ingresso long sono il breakout della resistenza statica oppure il punto di minimo dopo la formazione del pullback. Infatti, in tali formazioni spesso si assiste ad un pullback o ritracciamento.

Per calcolare il prezzo obiettivo occorre ribaltare l’altezza delle figure (delimitata da supporto e resistenza). L’attendibilità di queste formazioni è molto elevata e generalmente l’inversione è di elevata estensione.

Il diamante

Lezione 14: i patterns di inversione del trend principale

Tale formazione grafica è chiamata così sia per la sua forma che assomiglia ad un diamante, sia per la rarità di trovare nei grafici tale figura.
Il diamante è in realtà la fusione di due formazioni grafiche che già abbiamo analizzato nelle scorse lezioni:

  • Il megafono (broadening)
  • il triangolo simmetrico

Lezione 14: i patterns di inversione del trend principale

All’interno di tale pattern si prezzi sono molti compressi ed una eventuale fuoriuscita di essi dalla figura darà luogo a forti vendite.
Come per tutte le figure di inversione anche in questo caso, durante la fase di breakout i volumi esplodono ed i prezzi si muoveranno con molta velocità.
Le implicazioni di inversione di tale pattern sono molto buone, soprattutto se il diamante è molto esteso.
Le regole di rottura, del calcolo del prezzo obiettivo e della espansione/contrazione dei volumi sono uguali a quelle viste per il cono (megafono) e per il triangolo nelle scorse lezioni.

I rettangoli di inversione

Lezione 14: i patterns di inversione del trend principale

I rettangoli di inversione sono formazioni grafiche in cui è descritto un forte conflitto tra compratori e venditori. Alla fine della battaglia solo una delle due forze si imporrà.

I rettangoli non sono altro che trend laterali, movimenti di accumulo e possono perdurare anche per anni. (ricordiamo che le fasi laterali sono di fondamentale importanza nello studio dei grafici). Come per ogni figura di inversione maggiore è l’arco temporale e maggiori saranno le implicazioni. In particolare nei rettangoli, maggiore è la durata dell’accumulo, maggiore sarà l’esplosione al rialzo dei prezzi. Inoltre, maggiore è la durata temporale della formazione grafica e maggiori saranno i trader che seguiranno il titolo e lo avranno nella propria watchlist proprio per la prospettiva di elevati profitti, grazie appunto all’esplosione dei prezzi dopo il breakout della resistenza o il breakdown del supporto, linee che delimitano il rettangolo.

I volumi e le rotture dei rettangoli di inversione

Per quanto riguarda i volumi, essi tendono a diminuire man mano che passa il tempo, anche se possono non mancare improvvisi aumenti di quantità scambiate.

È difficile osservare false rotture di tale formazione grafica soprattutto se perdura da parecchio tempo. Questo rende il rettangolo una figura molto affidabile. L’attraversamento della resistenza o del supporto dà un forte segnale agli operatori del mercato: il trend laterale è terminato.

Come altre formazioni grafiche, anche i rettangoli possono essere sia di inversione, sia di consolidamento (continuazione) a seconda che il breakout avviene contro o a favore di trend.

Fino a questo punto abbiamo studiato l’operatività dei traders che attendono la rottura (breakout o breakdown) per prendere posizioni sia long che short. In realtà, se la figura è abbastanza ampia, è possibile operare anche sugli estremi (supporto e resistenze, linee di demarcazione del rettangolo), comprando sul supporto e vendendo sulla resistenza, o viceversa, vendendo allo scoperto sulla resistenza (short sell) e comprando sul supporto (exit short). In tal caso il rischio è quello di rimanere “intrappolati” nel momento in cui i prezzi escono dalla formazione. Molto importante a tal proposito è l’uso dello stop loss.
A parare di chi scrive un’operatività di breakout ha un miglior rischio/rendimento.

Il target e quindi il take profit per un rettangolo di inversione si calcola proiettando dal punto di breakout l’altezza della formazione grafica calcolata dal supporto alla resistenza. Tale livello rappresenta il primo obiettivo della figura. A questo livello, a seconda dello stile di trading online dell’operatore, si può liquidare una parte o l’intera posizione, incrementarla, revisionare gli stop loss e i take profit ecc.. Il secondo target, quello limite, si calcola proiettando dal punto di breakout/breakdown la distanza tra l’inizio del trend precedente ed il massimo della figura studiata.

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