Questionario MiFID, esempio e spiegazione

0
5084

Il questionario MiFID è un questionario ideato dalla MiFID (Market in Financial Instruments Directive) ovvero la Direttiva sui Mercati degli Strumenti Finanziari, al fine di rendere maggiormente consapevoli gli investitori prima di compiere un investimento. Si tratta, in sintesi, di alcune domande che chiedono all’investitore quale sia la sua esperienza effettiva, le sue conoscenze, il suo capitale. Potrebbe sembrare un po’ invasiva, e per certi versi lo è, ma se si considera il fine ultimo quale quello della tutela degli investitori e dei trader, questa piccola intrusione è più che comprensibile.

Sottoporre il questionario MiFID è diventato un passo necessario per molte società che offrono servizi d’investimento e di trading, perciò anche nel caso di Plus500, prima di fare trading con denaro reale è necessario compilare il questionario. Nel caso non si abbia esperienza necessaria, si viene invitati a riprovare quando si sarà ottenuta maggiore esperienza. A tale proposito, ricordiamo che Plus500 consente di praticare in modalità demo con un budget molto ampio e a tempo illimitato, alle stesse condizioni del conto in modalità reale. Fare pratica con la demo di Plus500 è sicuramente un fattore che può aiutare a raggiungere l’esperienza necessaria almeno sul lato operativo. Conoscere come funzionano le contrattazioni dei CFD, con i loro meccanismi di leva e di marginazione, è fondamentale anche ai fini del questionario MiFID specifico per questo settore.

A cosa serve il questionario MiFID

Oltre a rendere l’investitore maggiormente consapevole, il questionario MiFID serve anche ad offrirgli maggiori garanzie. Infatti, la direttiva impone agli intermediari finanziari di fornire informazioni trasparenti e decisamente chiare riguardo ad alcuni punti quali:

  • Presenza di rischio
  • Costi
  • Servizi offerti
  • Caratteristiche relative agli strumenti finanziari proposti
  • Metodi di custodia dei prodotti finanziari offerti
  • Modalità di esecuzione degli ordini da parte dei clienti
  • Eventuali conflitti d’interesse

La direttiva MiFID va ad agire su alcune tipologie di prodotti finanziari, tra cui azioni, obbligazioni, derivati e fondi d’investimento, perciò i dettagli appena visti dovranno essere forniti da tutte le società comunitarie che offrono tali servizi.

Oltre a fornire tali informazioni, la società che offre queste tipologie di servizi si impegnerà ad agire in modo più professionale, equo e onesto possibile, in modo trasparente, tenendo conto della situazione individuale di ogni singolo cliente. I tipi di servizio a cui sono applicate tali regole etiche sono quelli di consulenza d’investimento, compravendita di strumenti finanziari, gestione d’investimento.

Test di adeguatezza MiFID, le voci che lo compongono

Passiamo quindi ad analizzare le voci che compongono il test MiFID, che meglio non può essere descritto se non con “test di adeguatezza”. Infatti, il test della MiFID è pensato per capire se il potenziale investitore o trader abbia una base adeguata o meno all’attività che si accinge a svolgere.

I tre punti cardine del questionario MiFID riguardano gli obbiettivi dell’investimento, la situazione finanziaria e patrimoniale, l’esperienza finanziaria del cliente, ovvero dell’aspirante investitore o trader.

Ecco di seguito le domande che compongono il MiFID. Si noti bene che possono cambiare nel tempo, ma è comunque un elenco utile al fine di capire la tipologia di domande presentate.

  • Età: è ovviamente scontato che per effettuare operazioni su strumenti finanziari e investimenti occorra essere maggiorenni. Inoltre, consigliamo ai minori di 21 anni di seguire un percorso di affiancamento.  Le risposte possibili sono meno di 30 anni,  da 31 a 40,  da 41 a 50,  oltre 50, non risponde
  • Professione: il lavoro che si svolge può avere la sua valenza nell’ottica di comprensione delle conoscenze finanziarie del cliente che compila il questionario MiFID. Riteniamo che non sia fondamentale, ma che rivesta comunque una discreta importanza. Le risposte possibili sono lavoratore autonomo/libero professionista, lavoratore dipendente/subordinato con contratto a tempo indeterminato, occupato con tempo determinato/a progettto, pensionato, non occupato, dirigente, studente, artigiano, commerciante, imprenditore ecc.
  • Livello di istruzione: un livello di istruzione più alto offre generalmente più consapevolezza riguardo alle dinamiche dei mercati finanziari, soprattutto per quel che riguarda facoltà di economia. Le risposte possibili sono: nessun titolo di studio, licenza elementare, licenza media, diploma di scuola superiore, Laurea, non risponde.
  • Aggiornamento sui mercati finanziari: la conoscenza teorica riveste soltanto una parte dell’esperienza che un aspirante investitore o trader deve avere al fine di essere maggiormente consapevole del proprio investimento. L’aggiornamento è una componente fondamentale, d’importanza pari a quella della teoria.  Le opzioni di risposta possibili sono No, Mi aggiorno regolarmente una volta al mese, regolarmente una volta a settimana, regolarmente ogni giorno, non risponde.
  • Frequenza di operatività sui titoli: questa domanda può creare un po’ di difficoltà o imbarazzo a chi investe per la prima volta, ma al tempo stesso parla di frequenza, non di risultati. Per frequenza si intende quella che solitamente già esiste e tra le risposte possibili vi sono le opzioni almeno settimanale, almeno mensile o trimestrale, non risponde.
  • Tipologia di prodotti finanziari su cui si investe o si è investito in passato: è un’altra domanda che concerne l’esperienza pratica, dove occorre specificare su quale tipologia di prodotto finanziario si è investito in passato o si investe attualmente. Si noti come ci sia anche il riferimento alle società d’intermediazione non conformi alla normativa europea.  Le possibili risposte sono: nessuna, strumenti del mercato monetario, strumenti del mercato monetario/obbligazioni non strutturate o strutturate non complesse, idem come sopra con l’aggiunta di fondi comuni d’investimento o Sicav conformi alla normativa europea, idem come sopra con l’aggiunta di azioni o prodotti finanziari assicurativi, anche altri fondi comuni d’investimento o Sicav non conformi alla normativa europea/obbligazioni strutturate complesse/derivati, non risponde.
  • Tipologie di servizi finanziari conosciuti: questa domanda ha l’apparenza di essere teorica, chiedendo all’utente quali siano le tipologie di servizio finanziario ad esso note. Sarebbe anche meglio interpretarla in questo modo: “su quali tipologie di servizi finanziari è informato?”. Conoscere per sentito dire, non basta mai . Le possibili risposte sono: nessuna, compravendita, collocamento e compravendita, collocamento compravendita e gestione portafogli, non risponde. 
  • Tipologie di prodotti finanziari conosciuti: questa domanda rappresenta la versione teorica della precedente domanda sui prodotti finanziari su cui si investe o su cui si è investito. Anche in questo caso, sarebbe meglio interpretarla a livello di informazione approfondita. Le opzioni di risposta sono  strumenti del mercato monetario, strumenti del mercato monetario/obbligazioni non strutturate o strutturate non complesse, idem come sopra con l’aggiunta di fondi comuni d’investimento o Sicav conformi alla normativa europea, idem come sopra con l’aggiunta di azioni o prodotti finanziari assicurativi, anche altri fondi comuni d’investimento o Sicav non conformi alla normativa europea/obbligazioni strutturate complesse/derivati, non risponde.
  • Fonte di reddito: da una parte è per richiesta di informazioni ai fini della valutazione di adeguatezza, dall’altra serve per far confrontare il cliente con il proprio profilo. Le possibili risposte sono: solo reddito da lavoro/pensione, reddito da lavoro/pensione e da immobili, solo da immobili, altro (società/ente/associazione), non risponde. 
  • Capacità reddituale annua netta: anche in questo caso, tale domanda vale sia come richiesta di informazioni ai fini della valutazione di adeguatezza, sia per far confrontare il cliente con il proprio profilo. Le opzioni di risposta sono: meno di 20.000 euro, 20.000 euro – 40.000 euro, 40.000 euro – 70.000 euro, oltre 70.000 euro, società/ente/associazione con disponibilità inferiori a 150.000 euro, società/ente/associazione con disponibilità superiori a 150.000 euro, non risponde.
  • Consistenza patrimoniale (immobili, liquidità, prodotti finanziari): questa domanda assomiglia un po’ a dei raggi x sulla struttura portante del potenziale investitore o trader. Le opzioni di risposta possibili sono: inferiore a 200.000 euro, 200.000 euro – 500.000 euro, 500.000 – 1.000.000 euro, 1.000.000 – 3.000.000 euro, oltre 3.000.000 euro, non risponde. 
  • Capacità di risparmio sul reddito annuo netto: Con questa domanda si testa e si rende cosciente il cliente riguardo alla sua capacità di risparmiare, in termini percentuali. Infatti, non si parla in termine di cifre ma percentuali. Le risposte possibili sono: Nulla, meno del 10%, tra il 10% e il 30%, oltre il 30%, società/ente/associazione, non risponde. 
  • Percentuale dei risparmi che viene investita in prodotti finanziari: qui si entra invece nello specifico e si chiede in che percentuale i propri risparmi vengano impiegati per investirli in prodotti finanziari. Le risposte selezionabili sono: nulla, meno del 10%, dal 10% al 30%, più del 30%, non risponde.
  • Investimenti in beni immobili: la domanda è simile alla precedente ma riguarda i beni immobili e non fa riferimento ai risparmi. Le risposte selezionabili sono: Nulla, casa di proprietà, casa di proprietà e seconda casa, immobili inerenti a società/ente/associazione, non risponde. 
  • Debiti nel medio e lungo termine: questa domanda riguarda le eventuali passività, come ad esempio quelle gestionali. Le possibili risposte sono: meno di 30.000 euro, da 30.000 a 50.000 euro, da 50.000 a 80.000 euro, oltre 80.000 euro, non risponde. 
  • Obbiettivo dei propri investimenti: tale domanda mette il cliente davanti alle motivazioni da cui fa partire la sua volontà di investire. Inoltre, è fondamentale per capire quale strumenti finanziario sia più adatto alla proprio obbiettivo. A tal proposito, ricordiamo che il trading con i CFD è ottimale per il breve termine, poiché nel medio e lungo periodo i costi di mantenimento per il passaggio da un giorno di contrattazioni a quello successivo andrebbero a pesare sul conto economico netto. Le risposte selezionabili per questa domanda sono: conservazione del patrimonio, proteggere nel tempo il capitale investito e ricevere flussi di cassa periodici (cedole, dividendi…) accettando rischi contenuti, crescita del capitale nel medio-lungo periodo pur accettando il rischio di oscillazioni di valore nel breve periodo, crescita significativa del capitale nel medio-lungo periodo sopportando anche forti oscillazioni di valore, non risponde.
  • Periodo di tempo per cui si pianifica di mantenere l’investimento: anche questa domanda è importante per rendere l’utente conscio di quale strumenti finanziario sia più adatto alla proprio obbiettivo d’investimento o di trading. A tal proposito, ricordiamo che la negoziazione con i CFD è ottimale per il breve termine, poiché nel medio e lungo periodo i costi di mantenimento per il passaggio da un giorno di contrattazioni a quello successivo andrebbero a pesare sul conto economico netto. Le risposte selezionabili sono: meno di un anno, tra un anno e tre anni, tra tre e cinque anni, più di cinque anni, non risponde. 
  • Reazione ai movimenti negativi di mercato: questa è una domanda di tipo psicologico. Infatti, il mercato così come può dare soddisfazioni, può anche muoversi in modo contrario alle proprie aspettative. La domanda pone il potenziale cliente davanti al proprio modo di reagire ad un movimento di mercato che vada contro le sue previsioni. Le possibili risposte sono: disinvesto immediatamente perché non sono disposto ad accettare ulteriori perdite, mantengo l’investimento in attesa che recuperi valore, attendo un guadagno di valore rispetto all’investimento, aumento il mio investimento per acquistare quotazioni più favorevoli, non risponde. 

Come svolgere il test MiFID

Non si tratta di passare o non passare, non è un test che ci farà arrivare prima ad un obbiettivo. Il test MiFID va fatto in modo più sincero possibile poiché ci prepara effettivamente ad affrontare meglio il possibile investimento o l’attività di trading.

Se non si passa il test della MiFID, si può ad esempio contattare l’intermediario finanziario e chiedere come mai non si abbiano abbastanza requisiti per iniziare ad operare con denaro reale. Attendere il momento giusto potrà solo migliorare il vostro potenziale di profitto.