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Amazon firma con Generac un patto da 2,4 miliardi: Wall Street guarda all’energia

Amazon assegna a Generac ordini iniziali da 2,4 miliardi per generatori dei centri dati. Il titolo del fornitore balza a Wall Street.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Amazon firma con Generac un patto da 2,4 miliardi: Wall Street guarda all’energia

Amazon ha stretto un accordo di lungo periodo con Generac per la fornitura di generatori di emergenza destinati ai suoi centri dati, in una mossa che lega ancora di più la corsa all’intelligenza artificiale alla disponibilità di energia. Le consegne iniziali sono attese per un valore di 2,4 miliardi di dollari tra il 2027 e il 2028, mentre il titolo del fornitore statunitense è balzato a Wall Street dopo il deposito regolamentare. CNBC ha riportato che Generac ha assegnato ad Amazon opzioni di acquisto su un massimo di 1,69 milioni di azioni, con prezzo di esercizio pari a 200,93 dollari per azione.

Circa 308.000 azioni maturano subito, mentre le tranche successive dipendono dai pagamenti legati agli acquisti di generatori. Il pacchetto potenziale equivale a quasi il 3% delle azioni Generac in circolazione, secondo quanto indicato dalla testata. Il deposito prevede che gli ordini possano salire fino a 8 miliardi di dollari se gli acquisti proseguiranno secondo le soglie concordate fino al 2033.

The Motley Fool ha scritto che il titolo Generac guadagnava circa il 20% giovedì, dopo un movimento ancora più ampio negli scambi successivi alla chiusura di mercoledì. Le azioni Amazon scambiano a 251,08 dollari, in rialzo del 2,08% nelle ultime 24 ore. La notizia arriva pochi giorni dopo l’accordo tra Amazon e Qualcomm, che aveva già mostrato la disponibilità del gruppo di Seattle a usare opzioni azionarie per rafforzare forniture considerate strategiche.

In quel caso il tema erano i processori personalizzati per l’IA; nel caso Generac, il punto è la continuità elettrica dei centri dati. La logica industriale è la stessa: assicurarsi capacità critica prima che la domanda superi l’offerta. Generac, con sede nel Wisconsin, produce generatori portatili e sistemi di emergenza per clienti residenziali, commerciali, industriali, delle telecomunicazioni e dei centri dati.

La società ha dimensioni molto inferiori rispetto ad Amazon, ma l’accordo la colloca in una posizione più visibile nella catena dell’infrastruttura digitale. Per i grandi operatori della nuvola informatica, un’interruzione di corrente può avere costi elevati e incidere sulla disponibilità dei servizi. Il mercato sta collegando sempre più spesso semiconduttori, centri dati ed energia in un’unica storia finanziaria.

Il dibattito sui ritorni degli investimenti nell’IA è già emerso nell’analisi su NVIDIA a 213,90 dollari e i ritorni del capitale, mentre il finanziamento della nuova capacità produttiva è stato al centro del nostro approfondimento su 220 miliardi di obbligazioni legate all’IA. L’intesa con Generac aggiunge un tassello meno appariscente ma essenziale: la ridondanza energetica. La pressione sulla rete elettrica non riguarda soltanto i gruppi tecnologici tradizionali.

Anche l’estrazione di criptovalute ha reso più evidente il rapporto fra potenza di calcolo e approvvigionamento energetico, come mostrato dal caso Cipher e dell’energia in Texas. Per Amazon, tuttavia, il tema è direttamente collegato alla crescita dei servizi di calcolo, dei modelli di intelligenza artificiale e dei processori interni. Per Wall Street, il segnale è duplice: Generac ottiene un cliente di primo piano e Amazon conferma che la spesa per l’IA non si limita ai semiconduttori.

La reazione del mercato mostra quanto gli investitori stiano rivalutando fornitori industriali finora percepiti come periferici rispetto alla tecnologia. Il prossimo passaggio sarà verificare se gli ordini oltre il 2028 trasformeranno l’accordo in una fonte ricorrente di ricavi per Generac.

Fonti - CNBC

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