Amazon punta ai 4.000 miliardi: l’IA riaccende Wall Street
Un analista vede Amazon in rialzo del 50% entro un anno. AWS, intelligenza artificiale e margini restano al centro della valutazione.

Amazon torna al centro del dibattito a Wall Street dopo l’ipotesi che il gruppo possa raggiungere una capitalizzazione di 4.000 miliardi di dollari entro il 2027. Il titolo scambia a 249,89 dollari, in calo dell’1,99% nelle ultime 24 ore, mentre da inizio anno resta in rialzo ma senza staccare in modo netto il mercato. The Motley Fool ha riportato che un analista di Wall Street vede per il titolo un potenziale rialzo del 50% nei prossimi dodici mesi, scenario che porterebbe la società nell’area dei 4.000 miliardi di valore complessivo.
La performance annua indicata dalla fonte, pari a circa il 7%, resta inferiore a quella del S&P 500, un dettaglio che spiega perché il caso Amazon sia oggi meno lineare rispetto ad altre grandi società tecnologiche statunitensi. Il punto centrale resta Amazon Web Services, la divisione dei servizi in nuvola che continua a rappresentare uno dei motori principali della redditività del gruppo. The Motley Fool ha indicato che AWS mantiene una posizione di leadership nel settore, con una quota vicina al 30% del mercato globale dei servizi in nuvola, un elemento decisivo per valutare l’impatto della domanda legata all’intelligenza artificiale.
La società sta cercando di trasformare quella posizione in crescita incrementale attraverso piattaforme e strumenti dedicati agli sviluppatori. La spesa su Bedrock, la piattaforma di Amazon Web Services per applicazioni di intelligenza artificiale, sarebbe aumentata del 170% su base sequenziale nel primo trimestre 2026, mentre gli utilizzatori di Kiro, strumento di programmazione basato su agenti, sarebbero più che raddoppiati. Il dato più rilevante per il mercato è però l’effetto sull’intera divisione AWS.
Le vendite del segmento sono cresciute del 28% su base annua nel primo trimestre, il ritmo più elevato in 15 trimestri, secondo quanto riportato da The Motley Fool; un’accelerazione significativa perché arriva su una base di ricavi ormai molto più ampia rispetto al passato. La lettura su Amazon si inserisce in una fase in cui Wall Street sta rivalutando i grandi gruppi tecnologici sulla base della capacità di monetizzare l’intelligenza artificiale. Il tema si intreccia anche con la pubblicità digitale, dopo la nostra analisi sulla crescita nella pubblicità legata alla ricerca di Microsoft, e con la competizione nei servizi in nuvola, già emersa nel confronto tra Alphabet e Meta sulle infrastrutture per l’IA.
Resta aperta la questione dei costi, perché la corsa all’intelligenza artificiale richiede investimenti elevati in centri dati, chip e capacità di calcolo. È un nodo che non riguarda solo Amazon: anche nel settore finanziario, come emerso nell’analisi su JPMorgan e i costi dell’IA, l’efficienza promessa dalla tecnologia non sempre si traduce subito in benefici evidenti sui conti. Per arrivare a una capitalizzazione da 4.000 miliardi, Amazon dovrebbe quindi convincere il mercato su due fronti: crescita sostenuta di AWS e disciplina sui margini del gruppo.
La valutazione dipenderà meno dalla narrativa sull’intelligenza artificiale in sé e più dalla capacità di dimostrare, nei prossimi dodici mesi, che la domanda per servizi e strumenti avanzati si stia trasformando in ricavi ricorrenti e profitti misurabili.