Bitcoin rallenta dopo il dato CPI, XRP resta indietro nel rimbalzo
Il calo del CPI spinge il recupero delle criptovalute, ma XRP non tiene il passo mentre Bitcoin arretra sotto quota 63.000 dollari e il mercato consolida.

Bitcoin tira il fiato dopo il rimbalzo favorito dal dato sull’inflazione statunitense, mentre XRP resta tra i grandi nomi meno convincenti della seduta. La principale criptovaluta scambia a 62.906,47 dollari, in calo dell’1,45% nelle ultime 24 ore, in una fase che appare più di consolidamento che di rottura del quadro rialzista di breve periodo. Decrypt ha riportato che il mercato delle criptovalute ha beneficiato del calo dello 0,4% dell’indice dei prezzi al consumo di giugno negli Stati Uniti, la flessione mensile più marcata dall’aprile 2020.
Il dato ha ridimensionato le attese di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a luglio, passate dal 31% a livelli a una cifra, dando sostegno sia all’azionario sia agli asset digitali più liquidi. Il movimento non è stato uniforme. Ethereum ha mostrato più forza nella fase precedente, arrivando secondo Decrypt a sfiorare 1.900 dollari con un progresso giornaliero vicino al 6%, mentre Ondo si è distinto come eccezione positiva con un rialzo superiore al 14%, sostenuto dall’interesse per la tokenizzazione degli asset reali. La pausa odierna arriva dopo che la principale criptovaluta aveva superato area 64.000 dollari, una soglia che nelle ultime settimane aveva frenato diversi tentativi di recupero.
Per chi segue il mercato con un approccio operativo, il contesto resta coerente con le dinamiche descritte nella nostra guida al trading di criptovalute, dove volatilità macroeconomica e liquidità vengono trattate come variabili centrali. Il punto debole del rimbalzo resta XRP. Decrypt ha indicato che il token legato all’ecosistema Ripple ha aperto giovedì a 1,11257 dollari, ha toccato un massimo a 1,11722 dollari e si è poi riportato in area 1,10650 dollari, con una variazione negativa dello 0,54%: non un crollo, ma una risposta limitata rispetto al movimento di mercato.
La divergenza conferma una dinamica già vista nelle fasi di rientro del rischio: i capitali tendono prima a concentrarsi sugli asset percepiti come più liquidi, lasciando indietro una parte delle altcoin. Anche per questo il confronto con le notizie societarie legate a Strategy resta rilevante, dopo il nostro approfondimento sullo stop agli acquisti della società e l’analisi sugli spiragli letti da JPMorgan tra cassa e futures. Sul fronte Ripple, il quadro resta misto: l’attività dell’ecosistema continua a produrre sviluppi, ma il prezzo del token non ha ancora trasformato queste notizie in una sovraperformance chiara.
Nei giorni scorsi avevamo segnalato l’aggiornamento sui pagamenti IA di Ripple, un tema che mantiene alta l’attenzione ma non elimina la resistenza tecnica evidenziata dal mercato. Anche Wall Street ha contribuito al miglioramento del sentiment, con Goldman Sachs, JPMorgan, Morgan Stanley e Citi che hanno presentato trimestrali superiori alle attese secondo Decrypt. La lettura per il settore resta quindi prudente: il dato macro ha riaperto spazio al rischio, ma la seduta di venerdì mostra che la selezione tra token è tornata centrale e che non tutti gli asset partecipano allo stesso modo al recupero.