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Microsoft cresce nella pubblicità search: il dato che riaccende il confronto con Google

La spesa su annunci di ricerca Microsoft sale del 7% nel secondo trimestre 2026, con costo per clic in forte aumento e focus su Amazon.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Microsoft cresce nella pubblicità search: il dato che riaccende il confronto con Google

Microsoft torna al centro del mercato pubblicitario digitale dopo un secondo trimestre 2026 in accelerazione nella ricerca a pagamento. MediaPost ha riportato che gli acquirenti di spazi pubblicitari hanno aumentato del 7% la spesa sugli annunci di ricerca a pagamento della piattaforma pubblicitaria del gruppo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato più rilevante riguarda il prezzo degli annunci: nel trimestre il costo per clic sulla rete Microsoft è salito del 19% su base annua, secondo le indicazioni attribuite da MediaPost a Tinuiti.

Il confronto è significativo perché, negli ultimi trimestri, la crescita del costo per clic di Google è stata descritta come più debole, in un mercato dove inserzionisti e piattaforme stanno ricalibrando i budget. Nel rapporto emerge anche il ruolo di Amazon, che resta un concorrente e allo stesso tempo un grande inserzionista negli spazi commerciali digitali. MediaPost ha indicato che i Prodotti sponsorizzati di Amazon negli Stati Uniti hanno registrato una crescita della spesa del 38% nel trimestre, anche per effetto dello spostamento del Prime Day da luglio a giugno.

A Wall Street, le azioni Microsoft scambiano a 400,12 dollari, con un rialzo dell’1,13% nell’ultima rilevazione disponibile. Il movimento non può essere letto solo attraverso i dati pubblicitari, ma il segmento degli annunci aiuta a valutare la capacità del gruppo di monetizzare ricerca, distribuzione software e servizi collegati all’intelligenza artificiale. La notizia si inserisce in una fase in cui la pubblicità digitale è tornata a essere uno dei campi più osservati dagli investitori tecnologici.

Non è un caso che il tema della pressione regolatoria su Google, già emerso nel caso della multa italiana legata a YouTube e gioco d’azzardo, venga seguito insieme alla competizione commerciale fra motori di ricerca, piattaforme sociali e commercio elettronico. Per Microsoft, il punto non è soltanto vendere più spazi pubblicitari, ma aumentare il valore medio di ogni clic senza comprimere la domanda degli inserzionisti. È lo stesso equilibrio che il mercato sta cercando di valutare anche in altri capitoli della tecnologia, dalla sfida fra Alphabet e Meta sull’intelligenza artificiale e sul cloud fino alla partita dei semiconduttori descritta nell’analisi su AMD, NVIDIA e le alternative cercate da Microsoft e Meta.

Il confronto con Amazon aggiunge un secondo livello alla lettura del trimestre: la società di Seattle continua a intercettare budget pubblicitari collegati agli acquisti online, mentre Microsoft prova a rafforzare la monetizzazione della ricerca e delle schede commerciali. La presenza di Amazon negli annunci e-commerce resta coerente con un ecosistema più ampio dei pagamenti e degli incentivi digitali, già visto nel nostro focus sui buoni regalo digitali di Amazon e Apple. Il prossimo banco di prova sarà capire se la crescita del costo per clic potrà proseguire senza frenare i volumi di acquisto degli inserzionisti.

In vista delle prossime trimestrali, il mercato guarderà non solo ai ricavi pubblicitari in sé, ma anche al loro contributo ai margini e alla capacità di Microsoft di sottrarre quota in un settore ancora dominato da Google.

Fonti - MediaPost

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