Amazon e Intel affondano Wall Street: Nasdaq giù oltre il 2%
Conti deludenti e spese IA pesano sui tecnologici: Amazon arretra, Intel crolla e il Nasdaq perde oltre il 2% con i chip in rosso oggi.

Amazon e Intel hanno innescato una nuova ondata di vendite sui titoli tecnologici a Wall Street, dopo trimestrali e indicazioni che hanno deluso il mercato. CNBC ha riportato che il Nasdaq Composite è sceso di oltre il 2%, in una seduta segnata dal timore che la corsa agli investimenti per l’intelligenza artificiale stia comprimendo la generazione di cassa delle grandi società tecnologiche. Il titolo Amazon ha perso circa il 4% dopo risultati del terzo trimestre inferiori alle attese su ricavi e utile.
La società ha confermato una previsione di 220 miliardi di dollari di spese in conto capitale per l’anno, mentre il flusso di cassa libero è rimasto negativo per il secondo trimestre consecutivo e in misura più ampia rispetto al periodo precedente. Il movimento conferma la fragilità già emersa nella nostra analisi su Amazon in calo dopo i conti. La pressione è stata ancora più violenta su Intel, che CNBC ha indicato in ribasso del 29% dopo una guida più debole del previsto.
La società ha citato la persistente debolezza del mercato dei personal computer, un elemento che ha riacceso i dubbi sulla velocità della ripresa nei semiconduttori tradizionali. Il quadro era già stato anticipato dal nostro focus sulla guida debole di Intel, con gli investitori concentrati sulla domanda finale e sui margini. Il ribasso non è rimasto confinato ai due gruppi.
Il titolo NVIDIA scambia a 206,78 dollari, in calo del 3,22%, mentre CNBC ha segnalato vendite anche su Micron e Arm nelle contrattazioni prima dell’apertura statunitense. In Europa, ASML ha registrato forti ribassi insieme ad altri nomi dei semiconduttori, segnale che la correzione si è estesa a tutta la filiera dei chip. Il nodo centrale resta il rapporto tra spesa per infrastrutture di intelligenza artificiale e ritorni economici.
Le grandi tecnologiche stanno aumentando gli investimenti in centri dati, processori e capacità di calcolo, ma il mercato sta chiedendo prove più rapide di monetizzazione e maggiore disciplina sul capitale. È lo stesso tema emerso nella nostra copertura sulla spesa IA di Meta, dove l’espansione dei piani industriali ha rafforzato il legame tra utili, debito e fornitori di chip. La seduta arriva dopo un’altra giornata pesante per il comparto.
CNBC ha riportato che Alphabet ha chiuso giovedì in calo del 13%, il peggior ribasso giornaliero della sua storia, dopo aver mostrato un forte aumento del flusso di cassa libero negativo. Il caso è stato al centro anche del nostro aggiornamento su Alphabet e il conto dell’IA, che ha evidenziato come la spesa per la ricerca e l’infrastruttura stia diventando un fattore decisivo nelle valutazioni di Borsa. Per Wall Street, venerdì 30 ottobre 2026 si chiude così una settimana complessa per i tecnologici, con il mercato meno disposto a premiare la crescita futura senza segnali concreti sui flussi di cassa.
La correzione dei chip e delle piattaforme digitali non indica necessariamente un cambio strutturale del ciclo, ma conferma che le valutazioni elevate lasciano poco margine a trimestrali imperfette. Il tema resta centrale anche per chi segue il mercato azionario attraverso le analisi sulle migliori azioni da comprare, dove la selezione dei titoli dipende sempre più dalla sostenibilità degli investimenti in intelligenza artificiale.