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Intel perde il 25% nel premarket: guida debole affonda i chip

Intel batte le stime del trimestre, ma la guidance sotto attese e il rallentamento dei PC trascinano chipmaker, ETF semiconduttori e Nasdaq.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Intel perde il 25% nel premarket: guida debole affonda i chip

Intel crolla nel premarket di venerdì 30 ottobre dopo una trimestrale che, pur migliore delle attese sugli utili, è stata oscurata da una guidance molto più debole per l’ultimo trimestre dell’anno. 24/7 Wall St. ha riportato un ribasso fino al 25%, con il titolo indicato a 68,85 dollari prima dell’apertura, dopo la chiusura della seduta precedente a 92,07 dollari. Il gruppo ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi per 16,5 miliardi di dollari, in crescita del 21% su base annua e sostanzialmente in linea con le stime.

L’utile rettificato per azione è stato pari a 0,52 dollari, sopra gli 0,41 dollari attesi dagli analisti, ma la previsione per il quarto trimestre ha cambiato la lettura del mercato: ricavi tra 15 e 16 miliardi e utile rettificato per azione di 0,25 dollari, contro aspettative più alte. CNBC ha indicato che il rallentamento del mercato mondiale dei personal computer resta il principale punto critico per il colosso dei semiconduttori. La divisione client computing e intelligenza artificiale fisica ha registrato ricavi per 8,1 miliardi di dollari, in calo del 5% su base annua, mentre l’area data center e intelligenza artificiale è salita del 78% a 7,3 miliardi.

La pressione non si è fermata al singolo titolo. NVIDIA perde circa il 3% nel premarket, AMD arretra intorno al 10% e Dell scende del 13%, mentre l’ETF dei semiconduttori citato da 24/7 Wall St. segna un ribasso del 7%; il confronto è netto con Invesco QQQ Trust, in calo di circa il 2%. Il movimento arriva dopo giornate già nervose per il comparto, come emerso nel nostro approfondimento sulle verifiche Usa su Hugging Face. Il nodo industriale è la carenza di chip di memoria, che secondo la lettura riportata dalle fonti sta facendo salire i costi dei componenti e comprimendo i budget informatici delle aziende.

CNBC ha ricordato, citando Counterpoint Research, che le spedizioni globali di PC sono scese del 4% nel secondo trimestre rispetto all’anno precedente, un dato che aiuta a spiegare la prudenza della società sul trimestre in corso. Il selloff rafforza il tema della fragilità della tecnologia a Wall Street, già visibile nelle ultime sedute con la pressione sui grandi nomi del Nasdaq. Il quadro si inserisce nella stessa fase descritta nei nostri aggiornamenti su Amazon dopo i conti e sul Nasdaq in rosso con l’intelligenza artificiale, mentre gli investitori continuano a monitorare le quotazioni azioni USA per misurare l’ampiezza della correzione.

Fuori dall’azionario, il mercato delle criptovalute mostra movimenti selettivi: NEAR Protocol scambia a 4,25 dollari, in rialzo del 4,71% nelle ultime 24 ore. La divergenza tra tecnologia quotata e alcuni asset digitali resta però da leggere con cautela, come spiegato nella nostra guida al trading di criptovalute, perché le due asset class rispondono spesso a catalizzatori diversi. Per Wall Street, il punto chiave sarà capire se la debolezza dei PC resterà confinata a un trimestre o se peserà più a lungo sui margini del settore.

La previsione di margine lordo al 38% per il quarto trimestre, in calo dal 43% del periodo precedente, è il numero che il mercato sta usando per ridimensionare le attese sull’intera filiera dei semiconduttori.

Fonti - 24/7 Wall St.

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