AMD, dieci anni da record: 10.000 dollari diventati 724.000
AMD moltiplica per oltre 70 volte un investimento in dieci anni: ricavi, utili e centri dati spiegano il divario con l’S&P 500.

La corsa di AMD entra tra i casi più estremi della tecnologia statunitense: un investimento da 10.000 dollari effettuato dieci anni fa varrebbe oggi circa 724.000 dollari. Nello stesso arco temporale, la stessa somma investita in un fondo indicizzato sull’S&P 500, con dividendi reinvestiti, sarebbe salita a circa 42.000 dollari. The Motley Fool ha ricostruito la traiettoria del titolo, ricordando che dieci anni fa questa settimana AMD chiudeva a 6,73 dollari per azione, mentre ora il titolo viene indicato vicino a 487 dollari.
Il guadagno supera il 7.000%, pari a circa il 53% annuo composto, un ritmo raro anche tra le grandi società quotate di Wall Street. Il confronto non serve solo a misurare una performance passata, ma anche a spiegare cosa separa una storia di rilancio industriale da un semplice rimbalzo speculativo. Per gli investitori che valutano il comparto azionario Usa, il caso AMD resta un esempio utile accanto alla selezione delle migliori azioni da comprare, pur senza trasformare un risultato storico in una garanzia per il futuro.
Nel 2016 AMD era ancora un inseguitore in difficoltà nel mercato dei processori. I ricavi annuali ammontavano a 4,3 miliardi di dollari, la società era in perdita e nei dodici mesi precedenti il titolo era sceso sotto quota 2 dollari, un livello che oggi appare lontanissimo rispetto alla capitalizzazione raggiunta. Il quadro industriale è cambiato quasi completamente.
I ricavi sono saliti a 34,6 miliardi di dollari nel 2025 e a 41,3 miliardi negli ultimi dodici mesi, circa dieci volte il livello del 2016, mentre l’utile diluito per azione da attività continuative è arrivato a 3,92 dollari nello stesso periodo. Nell’ultimo trimestre indicato, AMD ha registrato ricavi per 11,5 miliardi di dollari, in aumento del 50% su base annua e al nuovo massimo storico. Il motore principale è la divisione dei centri dati, che nel secondo trimestre 2026 ha più che raddoppiato il fatturato a 6,7 miliardi di dollari, pari al 58% dei ricavi complessivi.
La centralità dei centri dati inserisce AMD nello stesso filone che sta muovendo gran parte del settore tecnologico, dall’intelligenza artificiale al calcolo ad alte prestazioni. È lo stesso contesto che il mercato sta monitorando sui conti di NVDA attesi il 26 agosto e sulle prospettive di Amazon, tra AWS e intelligenza artificiale. La traiettoria del titolo resta però legata anche alla capacità di sostenere aspettative ormai elevate.
Nei giorni scorsi, il dossier AMD è tornato al centro dell’attenzione anche per la partecipazione indiretta collegata a SpaceX e per il tema del frazionamento azionario rimasto lontano, due elementi che mostrano quanto il mercato guardi oltre i soli multipli correnti. Fuori dal comparto azionario, NEAR Protocol scambia a 1,63 dollari, con una variazione nelle 24 ore pari a +0,31%. Il dato resta laterale rispetto alla storia AMD, ma conferma come gli operatori continuino a confrontare tecnologia quotata e asset digitali, un tema affrontato anche nella nostra guida al trading di criptovalute.
Il punto centrale è che la rivalutazione di AMD non nasce da un singolo trimestre, ma da una trasformazione pluriennale di ricavi, margini e posizionamento competitivo. Dopo una corsa di queste dimensioni, il mercato dovrà ora misurare se la crescita dei centri dati potrà continuare a giustificare valutazioni così ambiziose.