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AMD scopre le carte su SpaceX: la posta non è nei processori IA

La quota da 565 milioni di dollari in SpaceX accende il dibattito su AMD: più Starlink che ordini IA, mentre NVIDIA conserva il vantaggio.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
AMD scopre le carte su SpaceX: la posta non è nei processori IA

AMD ha messo in evidenza una partecipazione in SpaceX da circa 565 milioni di dollari, ma il dato più rilevante per Wall Street potrebbe non riguardare gli ordini per l’intelligenza artificiale. La posizione apre infatti una domanda diversa: quanto vale per un produttore di semiconduttori esporsi alla crescita satellitare e a Starlink, mentre i contratti più visibili sui processori IA restano legati a NVIDIA. 24/7 Wall St. ha riportato che le comunicazioni 13F di agosto hanno mostrato una partecipazione di circa 3,3 milioni di azioni SpaceX in capo alla società guidata da Lisa Su.

La fotografia arriva dopo la quotazione di giugno indicata dalla testata e affianca altri nomi già noti nell’azionariato, tra cui Alphabet e il gruppo dei semiconduttori guidato da Jensen Huang. Il punto è che la quota in SpaceX pesa poco rispetto alle dimensioni complessive del gruppo. La stessa fonte ha indicato ricavi trimestrali record per 11,5 miliardi di dollari, in crescita del 50% su base annua, con il segmento dei centri dati salito del 107%.

È su questo fronte che il mercato continua a misurare la traiettoria industriale, come emerso anche nella nostra analisi su AMD vola del 180% ma il frazionamento resta lontano. Il confronto con il principale concorrente resta inevitabile. Elon Musk, secondo quanto riportato da 24/7 Wall St., ha chiarito che gli ordini per i processori di intelligenza artificiale sono appannaggio esclusivo del gruppo rivale, ridimensionando l’ipotesi di un canale commerciale diretto legato a SpaceX.

A mercato, le azioni NVIDIA scambiano a 225,16 dollari, con una variazione delle ultime 24 ore pari a -0,06%, mentre resta aperto il tema già affrontato nella nostra lettura su la quota SpaceX che cambia gli equilibri dell’IA a Wall Street. Per questo la partecipazione sembra parlare più di Starlink e infrastrutture spaziali che di forniture immediate per i sistemi di calcolo avanzato. SpaceX resta al centro di una filiera che unisce lanci, connettività satellitare e servizi a banda larga, aree in cui la domanda di elaborazione dati può crescere anche senza trasformarsi subito in ordini diretti di semiconduttori.

La lettura è quindi finanziaria e strategica, non una prova automatica di nuovi contratti industriali. La dimensione relativa dell’investimento è un altro elemento da non trascurare. A fronte di una capitalizzazione indicata da 24/7 Wall St. intorno a 846 miliardi di dollari, la partecipazione in SpaceX appare una quota minima nel bilancio complessivo della società.

Il mercato, di conseguenza, continuerà probabilmente a concentrarsi sulla capacità di guadagnare quote nei centri dati, più che sul valore contabile di una singola partecipazione privata. Il quadro si inserisce in una fase in cui la spesa per infrastrutture di intelligenza artificiale resta uno dei principali motori delle valutazioni tecnologiche. Nei giorni scorsi abbiamo analizzato la spesa IA da 420 miliardi con NVIDIA nel mirino di Wall Street, segnale di un ciclo ancora dominato dai grandi acquirenti di potenza di calcolo.

Anche la catena produttiva resta sotto osservazione, come mostra il caso Amkor tra dividendo e packaging IA, perché il vero nodo per i semiconduttori resta la capacità di trasformare la domanda in margini sostenibili.

Fonti - 24/7 Wall St.

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