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Apple scende a 315,34 dollari dopo l’iPhone pieghevole: Wall Street resta tesa

Futures Dow Jones in lieve rialzo, petrolio e rendimenti frenano Wall Street. Apple cede dopo l’iPhone pieghevole, bene Meta e AMD.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Apple scende a 315,34 dollari dopo l’iPhone pieghevole: Wall Street resta tesa

Apple tratta a 315,34 dollari, in calo dello 0,28%, mentre Wall Street si prepara a una seduta condizionata da petrolio in salita, rendimenti dei Treasury e nuovi dati sull’inflazione. I futures sul Dow Jones hanno mostrato un recupero, ma il quadro resta fragile perché il mercato continua a misurare il rischio di tassi più alti più a lungo. Investor’s Business Daily ha riportato che il rialzo del petrolio e dei rendimenti obbligazionari ha pesato sugli indici nella seduta precedente, pur con alcuni titoli tecnologici in evidenza.

Il movimento arriva dopo la presentazione dell’iPhone pieghevole, un passaggio seguito con attenzione dagli investitori perché il ciclo di prodotto resta centrale per le azioni Apple e per le aspettative sui margini del gruppo. Il tema non è isolato: la reazione del mercato al nuovo dispositivo era già emersa nella nostra analisi su Apple e l’iPhone pieghevole mentre petrolio e rendimenti frenano Wall Street. La pressione su Apple segnala che, per ora, l’annuncio non basta a neutralizzare il peso del contesto macro, con gli investitori più sensibili ai dati sui prezzi che alle novità di prodotto.

A sostenere una parte del listino tecnologico sono state invece Meta Platforms e AMD, indicate tra i titoli migliori della giornata. Il mercato continua a premiare le società percepite come più esposte alla spesa in intelligenza artificiale, un tema che negli ultimi mesi ha ampliato la divergenza tra i grandi nomi del settore. Su AMD il confronto resta particolarmente acceso, dopo le valutazioni divergenti emerse nella nostra ricostruzione su NVIDIA e AMD nel mercato dei chip per intelligenza artificiale.

Anche la precedente analisi su AMD, centri dati e ruolo di Meta aiuta a spiegare perché gli investitori guardino non solo ai ricavi correnti, ma anche alla domanda futura per infrastrutture di calcolo. Il punto di equilibrio resta però l’inflazione. Dati più forti del previsto potrebbero spingere i rendimenti ancora più in alto e ridurre l’appetito per i titoli growth, mentre numeri più morbidi potrebbero alleggerire la pressione sui multipli azionari.

In questo contesto, il rialzo del greggio aggiunge complessità perché può riaccendere timori sui costi energetici e sulle aspettative dei prezzi. Per gli investitori, la seduta si apre quindi con due forze contrapposte: da un lato il recupero dei futures e la tenuta di alcuni titoli legati all’intelligenza artificiale, dall’altro petrolio e Treasury che limitano la propensione al rischio. Il caso Apple mostra come anche una notizia industriale rilevante possa essere assorbita con cautela quando il mercato attende conferme macroeconomiche decisive.

Fonti - Investor’s Business Daily

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