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Apple batte Amazon nel confronto difensivo: il nodo IA che inquieta Wall Street

Apple e Amazon crescono allo stesso ritmo nei ricavi, ma margini, buyback e spesa IA mostrano profili di rischio molto diversi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Apple batte Amazon nel confronto difensivo: il nodo IA che inquieta Wall Street

Apple torna al centro del confronto tra i grandi titoli tecnologici di Wall Street, con una lettura che la vede più solida di Amazon nella seconda parte del 2026. Il punto non è la crescita dei ricavi, indicata allo stesso ritmo per entrambe, ma la qualità di quella crescita: margini, cassa e ritorni agli azionisti stanno pesando più della semplice espansione del fatturato. 24/7 Wall St. ha indicato che Apple e Amazon hanno registrato entrambe un aumento dei ricavi del 16,6% nell’ultimo trimestre comunicato, ma con strutture operative molto diverse.

Il titolo Apple scambia a 333,74 dollari, in rialzo dello 0,14%, mentre il mercato continua a distinguere tra società capaci di finanziare la crescita con flussi interni robusti e gruppi più esposti alla spesa in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Nel caso di Cupertino, la tesi difensiva ruota intorno a un margine operativo del 32%, a un piano di riacquisto azionario da 100 miliardi di dollari e a otto trimestri consecutivi con utile per azione sopra le attese. La società ha chiuso il trimestre di marzo con ricavi per 111,18 miliardi di dollari, di cui 56,99 miliardi dall’iPhone e 30,98 miliardi dai Servizi, segmento arrivato a un nuovo massimo.

Per chi segue le azioni Apple, il mix tra hardware, servizi e remunerazione del capitale resta quindi il principale elemento di stabilizzazione. Il quadro di Amazon è più espansivo, ma anche più costoso. 24/7 Wall St. ha riportato ricavi trimestrali per 181,52 miliardi di dollari, con AWS in crescita del 28% e una divisione chip indicata a un ritmo annualizzato di 20 miliardi.

Il problema segnalato riguarda però il flusso di cassa libero, sceso del 95% a 1,2 miliardi di dollari, mentre la spesa in conto capitale ha raggiunto 44 miliardi in un solo trimestre. La divergenza riflette il tema dominante del 2026: l’intelligenza artificiale promette nuovi ricavi, ma richiede investimenti enormi prima di mostrare ritorni pienamente visibili. Il confronto con NVIDIA resta inevitabile, dopo la nostra analisi su NVIDIA verso quota 10.000 miliardi, perché i fornitori di chip hanno già beneficiato della corsa ai centri dati più di molti utilizzatori finali.

Per Amazon, la domanda degli investitori è se AWS riuscirà a difendere i margini mentre cresce la capacità dedicata all’IA. Apple presenta rischi diversi: dipendenza dal ciclo iPhone, valutazione elevata e necessità di convincere il mercato sulla propria strategia nell’intelligenza artificiale. Tuttavia, il trimestre citato da 24/7 Wall St. include una domanda sostenuta per la linea iPhone 17, il lancio di MacBook Neo e ricavi in Greater China pari a 20,50 miliardi di dollari.

È un profilo meno spettacolare rispetto alla corsa infrastrutturale di Amazon, ma più leggibile sul piano dei conti. Il tema si inserisce in una fase in cui Wall Street sta tornando selettiva sui grandi nomi tecnologici, privilegiando bilanci solidi e visibilità sui ritorni. Lo stesso dibattito era emerso nel confronto tra capitale, scala e IA raccontato in Apple supera per un soffio NVIDIA nella corsa globale a Wall Street, mentre su Amazon pesa anche il recente focus sulle fonti di finanziamento, dopo Amazon raccoglie 25 miliardi.

In questo contesto, la preferenza difensiva per Apple non elimina i rischi, ma segnala che il mercato sta premiando la capacità di trasformare ricavi e margini in cassa disponibile.

Fonti - 24/7 Wall St.

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