Apple e Meta riallacciano i fili: Muse Spark gira su Mac Studio
Meta ha rilasciato Muse Spark Open con pesi aperti e supporto ai Mac Studio M5 Ultra sviluppato con Apple. Titoli poco mossi a Wall Street.

Apple e Meta Platforms hanno riaperto un canale pubblico di collaborazione sull’intelligenza artificiale, con il modello Muse Spark Open ottimizzato per girare su Mac Studio. La notizia arriva dopo anni di rapporti difficili tra i due gruppi, segnati soprattutto dalle modifiche alla privacy introdotte da Apple nel 2021 e dal loro impatto sulla pubblicità digitale di Meta. 24/7 Wall St. ha riportato che Mark Zuckerberg ha ringraziato pubblicamente John Ternus e Apple in un messaggio su X, collegando il buon funzionamento di Muse Spark Open al lavoro svolto con il gruppo di Cupertino.
Meta ha pubblicato il modello con pesi aperti, una formula che permette agli sviluppatori di scaricare i file addestrati ed eseguirli in autonomia, senza dipendere necessariamente da infrastrutture centralizzate nel nuvola. Il punto tecnico più rilevante riguarda l’hardware: secondo quanto riportato, le due società hanno lavorato per consentire l’esecuzione del modello su due-quattro Mac Studio collegati tra loro e dotati di chip M5 Ultra. Per Apple è un tassello coerente con la strategia di spostare più capacità di calcolo possibile sui dispositivi, mentre per Meta il messaggio è diverso: i modelli aperti devono poter essere usati anche fuori dai grandi centri dati.
La collaborazione ha un peso simbolico perché sarebbe la prima intesa pubblica significativa tra le due società da circa 2017. Dopo le restrizioni alla tracciabilità pubblicitaria introdotte da Apple, Meta aveva subito contraccolpi sul proprio modello di ricavi, aprendo una fase di forte tensione tra i due ecosistemi. Il nuovo progetto non cancella quel precedente, ma mostra che l’IA può creare aree di convergenza anche tra concorrenti storicamente distanti.
La reazione di mercato è stata contenuta. Le azioni Apple scambiano a 342 dollari, in calo dello 0,28%, mentre il titolo Meta ha ceduto lo 0,11% a 736,72 dollari. Il movimento limitato segnala che Wall Street ha letto l’annuncio più come sviluppo strategico che come catalizzatore immediato sugli utili, in una fase in cui il settore dell’IA resta volatile, come emerso anche nel recente sell-off su NVIDIA raccontato nella nostra analisi su oltre 1.000 miliardi bruciati dai titoli IA.
Per Apple, l’operazione rafforza la narrazione sull’IA locale, già centrale nelle ultime mosse legate ad Apple Intelligence. Nei giorni scorsi avevamo evidenziato come il lancio in Cina di Apple Intelligence per iPhone potesse diventare un passaggio importante per trattenere utenti indecisi in un mercato competitivo. Muse Spark Open su Mac Studio aggiunge un tassello professionale: non solo smartphone, ma anche scrivanie di sviluppatori e ricercatori.
Per Meta, invece, la scelta conferma la spinta sui modelli aperti e sull’adozione diffusa degli strumenti di IA. Il gruppo cerca di difendere il proprio ruolo dopo il debutto di Muse e il confronto con Alphabet, tema già affrontato nell’analisi su Alphabet e il rischio Meta nella ricerca. In parallelo, il settore osserva anche le alternative hardware ai processori dominanti, dal progetto Maia 300 di Microsoft ai chip specializzati, come mostrato dal nostro approfondimento sul processore IA che sfida NVIDIA nei centri dati.
Il messaggio per il mercato azionario è che le grandi piattaforme tecnologiche stanno cercando nuove combinazioni tra software, semiconduttori e dispositivi finali. Per chi segue le azioni tecnologiche USA, il caso Apple-Meta non è un semplice gesto diplomatico: indica che una parte della competizione sull’IA potrebbe spostarsi dalla potenza dei centri dati alla capacità di rendere i modelli utilizzabili in locale, con costi e controllo diversi per sviluppatori e imprese.