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Bitmine compra altro Ethereum ma la cassa scende a 104 milioni

Bitmine aggiunge 7.391 ETH al tesoro, mentre la liquidità cala a 104 milioni di dollari e lo staking copre l'87% delle riserve detenute.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitmine compra altro Ethereum ma la cassa scende a 104 milioni

Bitmine Immersion Technologies ha aumentato ancora l’esposizione a Ethereum, ma il nuovo acquisto arriva mentre la liquidità disponibile continua a ridursi. Decrypt ha riportato che la società guidata dal presidente Tom Lee ha comprato 7.391 ETH nell’ultima settimana, per un controvalore di circa 14 milioni di dollari. L’aggiornamento porta le riserve dichiarate a 5.805.238 ETH alla serata di venerdì, dopo un acquisto più consistente di 10.399 ETH nella settimana precedente.

Il valore complessivo di criptovalute, liquidità e partecipazioni considerate ad alto potenziale è salito a 11,6 miliardi di dollari da 11,3 miliardi, una crescita attribuibile soprattutto al rialzo del prezzo di ETH, indicato dalla società a 1.928 dollari con un progresso settimanale del 2,6%. Il punto più delicato resta la cassa. Decrypt ha indicato che contanti e titoli negoziabili sono scesi a 104 milioni di dollari, contro 173 milioni della settimana precedente e 482 milioni comunicati per il 12 luglio: in circa un mese il calo è stato pari al 78%.

Oltre alle riserve in ETH, Bitmine detiene 209 Bitcoin, una partecipazione da 180 milioni di dollari in Beast Industries e una quota da 69 milioni in Eightco Holdings. La società ha proseguito anche con i riacquisti di azioni proprie. Nell’ultima settimana Bitmine ha ricomprato 3 milioni di azioni, meno dei 4,5 milioni della settimana precedente, portando il totale a 19,1 milioni di titoli dal primo luglio nell’ambito di un’autorizzazione da 4 miliardi di dollari.

Tom Lee ha ribadito che il gruppo considera sottovalutate le azioni ordinarie e ha presentato il piano come il più ampio già eseguito da una società di tesoreria in criptovalute. Un altro dato rilevante riguarda lo staking. Bitmine ha indicato che 5.067.309 ETH sono ora impiegati in staking, pari all’87% delle disponibilità complessive, in aumento rispetto all’85% di una settimana prima.

La scelta può incrementare il rendimento delle riserve, ma concentra ulteriormente il profilo finanziario del gruppo sull’andamento e sull’operatività della rete Ethereum. Il mercato delle principali criptovalute resta intanto poco mosso sul fronte giornaliero. BTC scambia a 64.832,01 dollari, in calo dello 0,11% nelle ultime 24 ore, mentre gli investitori continuano a confrontare le società di tesoreria digitale con i veicoli più liquidi esposti agli stessi asset.

Il tema era emerso anche nella nostra analisi sul premio di Strategy rispetto a IBIT e nel precedente approfondimento sul piano da 15 miliardi di Strategy. Il caso Bitmine conferma come il modello delle tesorerie in criptovalute sia sempre più legato a tre variabili: prezzo degli asset, accesso alla liquidità e capacità di sostenere operazioni sul capitale. Per chi segue la guida al trading di criptovalute, la distinzione tra esposizione diretta agli asset e investimento in società che li accumulano resta centrale, perché il titolo incorpora anche rischi societari, governance e politica finanziaria.

Il prossimo snodo sarà quindi la velocità con cui Bitmine continuerà ad acquistare ETH rispetto alla riduzione della cassa. Se il rialzo del prezzo sostiene il valore contabile delle riserve, la discesa della liquidità rende più importante la gestione del capitale circolante e dei riacquisti. Per il mercato, 104 milioni di dollari diventano il numero da monitorare insieme alla quota crescente di ETH messa in staking.

Fonti - Decrypt

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