BitMine accelera su Ethereum: tesoro vicino al 5% dell’offerta
BitMine aggiunge 52.203 ETH e porta le riserve a 5,67 milioni di ether, pari al 4,7% dell’offerta circolante di Ethereum.

BitMine Immersion Technologies ha comprato altri 52.203 ETH e si è avvicinata al suo obiettivo dichiarato su Ethereum. Decrypt e CoinDesk hanno riportato che l’acquisto vale circa 92 milioni di dollari e porta la società quotata a controllare 5,67 milioni di ether, pari al 4,7% dell’offerta circolante. La posizione complessiva della società è stimata intorno a 10 miliardi di dollari, con in bilancio anche 205 Bitcoin per circa 13,3 milioni di dollari.
BTC scambia a 64.887,73 dollari, in rialzo del 2,61% nelle ultime 24 ore, in un contesto ancora segnato dai flussi degli strumenti quotati, come ricostruito nel nostro approfondimento su Bitcoin bloccato a 64.000 dollari ed ETF in deflusso. CoinDesk ha indicato che il ritmo degli acquisti è rallentato rispetto alle settimane precedenti, ma resta sufficiente a mantenere BitMine sulla traiettoria del 5% dell’offerta di ether entro l’anno. The Block ha evidenziato che Tom Lee, presidente della società, continua a sostenere una visione positiva di lungo periodo per il settore delle criptovalute.
La strategia è finanziata anche tramite nuove azioni privilegiate con dividendo, identificate dal simbolo BMNP, che hanno iniziato a essere scambiate alla Borsa di New York la scorsa settimana. Decrypt ha riportato che il collocamento ha raccolto circa 274 milioni di dollari e che BMNP, dopo un avvio a 85 dollari, si muoveva a 88,34 dollari nelle prime contrattazioni di lunedì, con un rialzo intorno all’1,7%. Il capitale raccolto dovrebbe servire sia per nuovi acquisti sia per rafforzare l’infrastruttura di validazione con fondi vincolati, attraverso cui gli ether possono generare ricompense di rete.
Le fonti indicano rendimenti annui tra 1,7% e 3,2%, ma la scelta aumenta anche l’esposizione operativa alla finanza decentralizzata, un tema tornato sotto osservazione dopo il nostro articolo sul colpo da 7,5 milioni al software MEV di Ethereum. Il caso BitMine si inserisce in una fase in cui le società di tesoreria legate agli asset digitali cercano di distinguersi dopo la stagione dominata dai bilanci in BTC. Per gli investitori che seguono il settore, resta utile separare l’analisi di mercato dalla leva societaria, come nella nostra guida al trading di criptovalute, soprattutto quando strumenti azionari e riserve digitali si sovrappongono.
L’operazione riaccende anche il confronto tra riserve concentrate su ether e modelli più legati a BTC, tema già affrontato nell’analisi su Bitcoin sfida Ethereum mentre il mercato guarda al ciclo 2027. Asset di secondo livello come Optimism non sono al centro della notizia, ma restano parte dello stesso ecosistema che dipende dall’adozione delle catene a blocchi e dalla domanda di spazio computazionale. Tom Lee ha collegato la tesi di BitMine alla crescita della tokenizzazione e dell’intelligenza artificiale, due aree che secondo la società potrebbero aumentare la domanda per infrastrutture decentralizzate.
Decrypt ha anche segnalato che Lee è investitore in Dastan, società madre della testata, un dettaglio rilevante per contestualizzare le dichiarazioni riportate. Il punto critico resta la concentrazione: una società quotata che punta a detenere una quota così ampia dell’offerta di ether diventa un compratore strutturale, ma anche un potenziale fattore di volatilità se cambiano condizioni di mercato, costi di finanziamento o appetito degli investitori. Per ora BitMine dichiara di essere al 94% del percorso verso il target, lasciando al mercato il compito di valutare se il modello delle tesorerie in criptovalute possa reggere anche in una fase meno euforica.