Bitcoin bloccato a 64.000 dollari, ETF in deflusso da sei settimane
Bitcoin resta vicino a 64.000 dollari: deflussi dagli ETF per la sesta settimana e flussi istituzionali cauti frenano il recupero del mercato.

Bitcoin resta inchiodato nell’area dei 64.000 dollari, con il mercato che fatica a trovare un catalizzatore capace di rompere la fase laterale. Lunedì 22 giugno 2026 BTC scambia a 64.055,05 dollari, in rialzo dell’1,30% nelle ultime 24 ore, ma il movimento non basta ancora a cambiare il quadro tecnico di breve periodo. CoinDesk ha riportato che le vendite sugli ETF spot si sono attenuate rispetto alle pressioni viste a inizio mese, ma i deflussi hanno raggiunto la sesta settimana consecutiva.
Il punto centrale è che la minore pressione in uscita non si è ancora trasformata in nuova domanda istituzionale. Per chi segue il tema degli ETF su criptovalute, il passaggio è rilevante perché conferma una fase in cui i flussi contano più delle oscillazioni intraday. Il mercato resta quindi in equilibrio tra due forze opposte: da un lato una propensione al rischio meno fragile, dall’altro un dollaro più solido e investitori professionali ancora prudenti.
La stessa area dei 64.000 dollari era già tornata centrale nella seduta precedente, quando il nervosismo geopolitico era stato ricostruito nella nostra analisi su Bitcoin e il rischio Hormuz. Finché questi fattori non cambiano, la fascia di prezzo attuale resta una zona di attesa più che di direzione. Sul fronte azionario collegato al settore, l’attenzione è tornata su Strategy dopo il calo delle azioni privilegiate STRC nella seduta di giovedì.
CoinDesk ha indicato che il titolo era sceso fino a 82,53 dollari, prima di recuperare e riportarsi poco sotto i 90 dollari nel pre-mercato di lunedì. Le azioni Strategy erano indicate in rialzo di circa l’1% prima dell’apertura, un rimbalzo che arriva dopo le tensioni già evidenziate nel nostro approfondimento su Saylor, Strategy e le riserve in BTC. La figura di Michael Saylor resta centrale nella lettura del mercato, perché Strategy continua a essere percepita come una leva quotata sull’andamento di BTC.
Nel fine settimana il presidente esecutivo ha lasciato intendere su X la possibilità di un nuovo acquisto di Bitcoin da parte della società. CoinDesk ha collegato quel messaggio alla consuetudine del gruppo di anticipare aggiornamenti sulle proprie acquisizioni, anche se il mercato attende conferme formali. La cautela non riguarda soltanto BTC.
Anche NEAR Protocol è finito di recente sotto osservazione, in un contesto in cui le alternative a maggiore beta tendono a reagire con più forza quando il dollaro si rafforza o i flussi si assottigliano. Il tema era emerso anche nell’analisi su NEAR e la pressione dei future Usa, segnale che la fase laterale di Bitcoin sta condizionando l’intero comparto. Il confronto con Ethereum e con il resto del mercato resta aperto, ma per ora la narrativa dominante è meno legata alla tecnologia e più alla liquidità.
Nella nostra analisi su Bitcoin contro Ethereum nel ciclo 2027 il nodo era proprio la capacità di BTC di attirare capitale quando il ciclo torna favorevole. In questa fase, però, gli ETF non stanno ancora fornendo il sostegno che molti operatori si aspettavano. Il prossimo segnale arriverà dai flussi dei fondi spot e da eventuali comunicazioni di Strategy sulle nuove riserve.
Senza un ritorno deciso della domanda istituzionale, Bitcoin potrebbe continuare a muoversi attorno ai 64.000 dollari, con rimbalzi contenuti e vendite assorbite solo parzialmente. La fase resta quindi di consolidamento, più che di inversione netta.