Strategy perde più di IBIT nel 2026: il premio su Bitcoin diventa il punto debole
Nel 2026 IBIT perde il 26% e Strategy il 34%. Il crollo del premio sul patrimonio in Bitcoin amplia il divario tra ETF e azione.

Bitcoin torna al centro del confronto tra strumenti quotati, ma il 2026 sta mostrando una frattura netta tra fondo spot e società esposta con leva finanziaria. 24/7 Wall St. ha indicato che l’iShares Bitcoin Trust di BlackRock, noto come IBIT, perde il 26% da inizio anno, mentre Strategy arretra di circa il 34%. Su dodici mesi il divario si allarga ulteriormente: 43,9% di ribasso per IBIT contro circa 75% per Strategy. Il confronto riguarda due modi diversi di ottenere esposizione alla principale criptovaluta senza gestire direttamente un portafoglio digitale.
Da un lato ci sono gli ETF su criptovalute, progettati per replicare più da vicino l’andamento dell’attività sottostante; dall’altro c’è un titolo azionario che incorpora debito, struttura societaria e aspettative sul premio rispetto al patrimonio. IBIT si è mosso come veicolo più lineare, mentre MSTR ha amplificato il ribasso quando il mercato ha ridotto la valutazione extra riconosciuta a Strategy. Secondo i dati riportati da 24/7 Wall St., Strategy detiene circa 58,6 miliardi di dollari in Bitcoin a fronte di una capitalizzazione di mercato pari a 38,8 miliardi. La stessa analisi osserva che, guardando solo al valore della riserva in criptovaluta, il titolo avrebbe dovuto perdere circa il 66% su dodici mesi, non il 75%.
La differenza viene attribuita al restringimento del premio di mercato: la metrica mNAV sarebbe scesa a 1,07 volte, da oltre 2 volte nel 2024. La compressione del premio è il punto chiave per capire perché Strategy non si comporti come una semplice copia del prezzo di Bitcoin. La società ha costruito negli anni una posizione molto ampia finanziata anche tramite capitale e debito, e questo rende più sensibile il titolo alle condizioni di mercato e alle aspettative degli investitori.
24/7 Wall St. ha segnalato anche obblighi annui per 1,75 miliardi di dollari, un elemento che aumenta l’attenzione su eventuali vendite di Bitcoin per coprire le necessità finanziarie. Il tema si collega al recente aumento dell’attenzione sul bilancio della società, dopo il nostro approfondimento sul piano da 15 miliardi legato a Bitcoin. Nei giorni scorsi il titolo aveva anche recuperato terreno, come segnalato nell’analisi su Strategy risalita a 102 dollari mentre Bitcoin teneva, ma il quadro annuale resta segnato da una perdita superiore a quella dell’ETF di BlackRock.
Il mercato sta quindi distinguendo tra esposizione diretta tramite fondo e scommessa azionaria su una società con struttura finanziaria più complessa. Il prezzo di Bitcoin scambia a 65.228,29 dollari, in rialzo dello 0,41% nelle ultime 24 ore, un movimento contenuto che non basta a modificare il quadro del confronto. Per chi segue strumenti indiretti, il punto non è solo comprare Bitcoin o esporsi al suo prezzo, ma capire quanto premio o sconto il mercato assegni al veicolo scelto.
In questo senso la distanza tra IBIT e Strategy mostra come la stessa tesi di mercato possa produrre risultati molto diversi. Resta anche lo sfondo regolamentare, già emerso nel rinvio del Clarity Act a settembre, perché norme più chiare possono incidere sulla domanda istituzionale di prodotti legati alle criptovalute. Tuttavia, nel caso di Strategy, il nodo immediato sembra meno normativo e più finanziario: premio, debito e liquidità pesano quanto la direzione del sottostante.
Per gli operatori attivi nel trading criptovalute, il confronto con IBIT diventa quindi un test sulla qualità dell’esposizione, non soltanto sulla view rialzista o ribassista su Bitcoin.