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Strategy, dividendi da 500 milioni accendono il rischio Bitcoin

Il rally di Bitcoin sostiene Strategy, ma azioni privilegiate e oltre 500 milioni di dividendi riaprono il nodo delle vendite di BTC nel 2026.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Strategy, dividendi da 500 milioni accendono il rischio Bitcoin

Il rialzo di Bitcoin ha riportato al centro del mercato Strategy, la società statunitense che ha trasformato il proprio bilancio in una grande esposizione alla criptovaluta. Il titolo è salito del 35% nell’ultimo mese, mentre BTC ha guadagnato oltre il 20% nello stesso periodo, spinto anche dai timori sulla svalutazione del dollaro e dalle tensioni geopolitiche. Oggi Bitcoin scambia a 75.680,79 dollari, in calo del 3,21% nelle ultime 24 ore.

The Motley Fool ha riportato che Strategy detiene 845.050 Bitcoin, pari al 4,02% dell’offerta massima complessiva della criptovaluta. A questi prezzi, il pacchetto vale circa 63,5 miliardi di dollari, contro un valore d’impresa indicato a 50 miliardi: è il motivo per cui una parte del mercato considera il titolo a sconto rispetto alla tesoreria digitale. Per chi segue il tema comprare Bitcoin, il caso Strategy resta però diverso dall’acquisto diretto dell’asset, perché incorpora debito, capitale azionario e obblighi di remunerazione.

Il punto critico riguarda le azioni privilegiate emesse lo scorso anno per finanziare nuovi acquisti di BTC. Strategy ha creato quattro classi, Strife, Stretch, Strike e Stride, con strutture di dividendo, grado di priorità e profili di rischio differenti. Secondo The Motley Fool, la società ha pagato oltre 500 milioni di dollari di dividendi nella prima metà del 2026, mentre Bitcoin era sceso di oltre il 30% tra il 1 gennaio e il 30 giugno.

Per sostenere quei pagamenti senza aumentare ulteriormente il debito, Strategy ha venduto 3.620 Bitcoin nella prima parte dell’anno, un pacchetto indicato dalla fonte in circa 272 milioni di dollari. È un passaggio importante perché modifica la percezione della società: non solo veicolo con una grande riserva di BTC, ma anche emittente con uscite periodiche da coprire. Se il prezzo della criptovaluta arretra, la necessità di liquidità può costringere a vendite proprio nelle fasi meno favorevoli.

Il tema si inserisce in una tendenza più ampia, quella delle società quotate che usano asset digitali come componente di tesoreria o come leva narrativa verso il mercato. Nei giorni scorsi abbiamo analizzato un caso diverso, quello di DeFi Development e l’acquisto di 55.491 SOL, che mostra come il collegamento tra bilanci societari e criptovalute stia diventando più frequente. Il caso è distinto dalle dinamiche di protocolli come Starknet, ma aiuta a capire perché gli investitori guardino sempre più alla qualità delle riserve, non solo al loro valore nominale.

La differenza, per Strategy, è che la leva su Bitcoin amplifica sia le fasi positive sia quelle negative. Quando BTC sale, il mercato tende a rivalutare rapidamente il titolo; quando scende, riemergono domande su dividendi, debito e possibili vendite della riserva. Anche l’interesse istituzionale resta elevato, come indicato dalle recenti dinamiche sugli ETF su XRP con otto settimane di afflussi, ma l’esposizione tramite azioni societarie introduce rischi differenti rispetto agli strumenti legati direttamente al prezzo.

Un ulteriore elemento da monitorare è la trasparenza dei dati e delle valutazioni nel settore delle criptovalute. La crescita di operatori specializzati, come emerso nella nostra analisi su Kaiko e il round da 110 milioni con S&P e BNP Paribas, segnala che il mercato chiede metriche più robuste per stimare liquidità, volatilità e rischio. Per Strategy, la metrica centrale resta però semplice: il rapporto tra valore dei Bitcoin detenuti, obblighi finanziari e capacità di finanziare i dividendi senza ridurre troppo la riserva.

Il rally recente non elimina quindi il nodo principale per gli azionisti: una tesoreria in Bitcoin può creare valore quando il prezzo sale, ma può diventare una fonte di cassa da consumare quando gli impegni finanziari aumentano. La scommessa del mercato è che l’apprezzamento di BTC sia sufficiente a compensare questi costi. Il rischio, evidenziato ora con maggiore forza, è che dividendi e vendite di Bitcoin finiscano per ridurre il vantaggio che aveva reso Strategy uno dei titoli più seguiti tra criptovalute e Wall Street.

Fonti - The Motley Fool

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