Cramer ribalta Tesla: SpaceX compratore, TSLA resta a 359 dollari
Jim Cramer ipotizza SpaceX acquirente di Tesla mentre TSLA resta a 359,93 dollari, perde il 19,97% nel 2026 e conserva multipli elevati.

Jim Cramer ha rilanciato il dibattito su Tesla con una proposta destinata a far discutere Wall Street: non sarebbe la casa automobilistica a dover comprare altri pezzi dell’impero di Elon Musk, ma SpaceX a rilevare il gruppo quotato. 24/7 Wall St. ha riportato che il commentatore televisivo ha sintetizzato la sua idea con una formula netta, sostenendo che «SpaceX deve comprarla». La frase arriva in un anno difficile per il titolo, che il 14 settembre 2026 ha chiuso a 358,97 dollari e oggi scambia a 359,93 dollari, in rialzo dello 0,27% nella seduta.
Da inizio anno la performance resta negativa per il 19,97%, un dato che mantiene alta l’attenzione degli investitori che seguono le quotazioni azioni USA e i grandi nomi della tecnologia applicata all’auto. Il punto centrale non è l’esistenza di una trattativa, che non è stata indicata dalla fonte, ma il cambio di prospettiva suggerito da Cramer. Nell’immaginario di mercato, la società quotata è spesso vista come il possibile aggregatore di attività legate a Musk; in questa lettura, invece, il gruppo privato dei razzi diventerebbe il compratore e TSLA il bersaglio dell’operazione.
Il contesto spiega perché l’ipotesi abbia attirato attenzione. 24/7 Wall St. ha indicato che il titolo tratta ancora a circa 374 volte gli utili e a circa 227,9 volte il flusso di cassa libero, con margine operativo al 4,6% e capitalizzazione vicina a 1.420 miliardi di dollari. Sono multipli che il mercato continua a confrontare con la spesa su intelligenza artificiale, robotica e guida autonoma, temi già al centro della nostra analisi su JPMorgan e i robotaxi Tesla.
La pressione sul titolo si inserisce in una sequenza di sedute in cui le aspettative su Elon Musk hanno pesato più dei dati di breve periodo. Ieri avevamo segnalato il caso Tesla Roadster e la sfida di Musk a Wall Street, mentre pochi giorni fa il titolo restava tra i più osservati nel quadro descritto in TSLA a 365,44 dollari. La nuova uscita di Cramer aggiunge un elemento narrativo, ma non modifica da sola i fondamentali né rappresenta un annuncio societario.
Il tema si collega anche al più ampio riesame delle valutazioni legate all’intelligenza artificiale. La debolezza recente dei titoli ad alta crescita è stata evidente anche nel quadro su Wall Street, Nasdaq e timori sull’IA, dove il mercato ha mostrato minore disponibilità a premiare promesse lontane senza prove operative più concrete. Per questo, il dibattito su un possibile ruolo di SpaceX va letto soprattutto come segnale del nervosismo attorno alla struttura del gruppo Musk.
Fuori dal perimetro azionario, NEAR Protocol scambia a 2,40 dollari, in calo del 2,71% nelle ultime 24 ore. Il movimento non ha un legame diretto con la vicenda Cramer-SpaceX, ma conferma una giornata in cui anche parte del mercato degli asset digitali resta prudente, mentre gli operatori continuano a distinguere tra storie societarie, valutazioni tecnologiche e liquidità disponibile.