Saylor lega il crollo di Bitcoin alla fuga di capitali verso l’IA
Michael Saylor attribuisce la discesa di Bitcoin alla rotazione verso l’intelligenza artificiale, mentre ETF e Strategy restano sotto esame.

Bitcoin resta sotto pressione dopo una settimana di vendite pesanti, mentre Michael Saylor prova a spostare il fuoco del dibattito: non sarebbe un problema strutturale dell’asset, ma una rotazione di capitale verso l’intelligenza artificiale. Il prezzo scambia a 63.851,97 dollari, con una variazione a 24 ore pari a -0,29%, dopo essere sceso nelle ultime ore sotto area 62.000 dollari secondo le rilevazioni citate dalle principali testate del settore. Decrypt ha riportato che Saylor, presidente esecutivo e cofondatore di Strategy, ha attribuito la volatilità alla corsa dei mercati verso le infrastrutture di intelligenza artificiale. Su X, il manager ha scritto che i capitali stanno finanziando quel settore su scala storica e ha definito il movimento una rotazione, non un deterioramento di Bitcoin. La lettura si inserisce in una fase già seguita da vicino dagli operatori che valutano scenari di comprare Bitcoin con volatilità elevata e flussi istituzionali meno favorevoli. Bitcoin Magazine ha indicato che il ribasso ha portato il prezzo fino a circa 61.400 dollari nella notte, prima di un parziale recupero, con una perdita superiore al 14% nell’arco settimanale. La testata ha anche segnalato che il movimento ha spinto Bitcoin in un mercato ribassista tecnico, con un calo del 22,7% rispetto al massimo delle ultime quattro settimane e una contrazione ampia del valore complessivo del mercato delle criptovalute. Al centro della spiegazione di Saylor ci sono i deflussi dagli ETF statunitensi su Bitcoin. CoinDesk ha riportato che il presidente di Strategy ha indicato circa 4 miliardi di dollari usciti dai fondi quotati dalla metà di maggio, mentre Decrypt ha citato una cifra superiore a 4,3 miliardi. Il tema si collega direttamente al quadro già emerso sui deflussi record dagli ETF su criptovalute Usa, che ha indebolito la domanda marginale proprio mentre l’azionario legato all’intelligenza artificiale continua ad attirare capitali. La tesi di Saylor non cancella però le critiche rivolte a Strategy. CoinDesk ha ricordato che la società ha recentemente venduto 32 BTC, una decisione che diversi analisti hanno collegato al peggioramento del sentiment sul mercato. La società mantiene comunque una posizione molto ampia, pari a 843.706 BTC, ma la vendita ha alimentato discussioni anche dopo il caso Polymarket sulla cessione di BTC da parte di Strategy, trasformando un’operazione limitata in un segnale osservato con attenzione. La pressione non riguarda soltanto il prezzo a pronti. Il calo sotto quota 62.000 dollari ha coinciso con una fase di forti liquidazioni, già analizzata nel nostro aggiornamento su Bitcoin sotto 62.000 dollari e liquidazioni da 1,5 miliardi. In parallelo, il mercato continua a confrontarsi con il nodo dei detentori di lungo periodo, dopo i segnali evidenziati nell’analisi sulle vendite dei detentori storici di Bitcoin. Per ora, la ricostruzione di Saylor punta a distinguere tra debolezza temporanea e perdita di fiducia nell’asset. Resta però aperta la domanda principale per il mercato: se i flussi verso l’intelligenza artificiale rappresentino una semplice deviazione tattica dei capitali o un ostacolo più duraturo per la ripresa della domanda istituzionale su Bitcoin. ### Fonti - Decrypt