ETF su criptovalute Usa, deflussi record netti da 4,37 miliardi
Gli ETF Usa su Bitcoin segnano 13 sedute di riscatti e 4,37 miliardi di uscite; pressioni anche su Ethereum, Solana e XRP. Solo HYPE resta positivo.

Gli ETF statunitensi a replica fisica su Bitcoin hanno registrato altri 396,60 milioni di dollari di uscite mercoledì, portando la serie negativa a 13 sedute consecutive. CoinDesk ha riportato che il saldo dei riscatti da metà maggio è salito a 4,37 miliardi di dollari, mentre la pressione si è allargata anche ai prodotti legati a Ethereum, Solana e XRP. L’unica eccezione tra i principali fondi indicati è stata Hyperliquid, con lo strumento su HYPE ancora in raccolta netta. La debolezza dei fondi arriva in una fase di mercato già fragile: BTC scambia a 63.297,01 dollari, in calo dell’1,16% nelle ultime 24 ore. A inizio settimana la principale criptovaluta era ancora sopra 71.000 dollari, prima di scendere verso l’area indicata da CoinDesk per la seduta di mercoledì, intorno a 65.462 dollari. Il movimento conferma un quadro già emerso nella nostra ricostruzione sulla debolezza legata al petrolio e alle tensioni geopolitiche. Nel dettaglio, il peso maggiore dell’ultima giornata di riscatti si è concentrato su IBIT, il fondo di BlackRock, che ha assorbito 342,34 milioni di dollari di deflussi. Anche FBTC di Fidelity ha registrato uscite per 54,26 milioni. I due strumenti hanno chiuso in ribasso rispettivamente del 2,76% e del 2,65%, riflettendo sia la pressione sul sottostante sia la riduzione dell’esposizione da parte degli investitori professionali e retail. Il ridimensionamento è evidente anche sul patrimonio complessivo dei fondi. CoinDesk ha indicato che gli attivi netti degli ETF statunitensi a replica fisica sono scesi da 104,29 miliardi di dollari del 15 maggio a 82,83 miliardi nella seduta di mercoledì. La contrazione totale è quindi pari a 21,46 miliardi in circa tre settimane, somma dell’effetto prezzo e dei riscatti. Il patrimonio degli ETF rappresenta ora il 6,36% della capitalizzazione circolante della principale criptovaluta, sotto il livello superiore al 7% toccato al picco di maggio. L’allargamento delle uscite agli strumenti su altre criptovalute segnala che la correzione non riguarda soltanto BTC. La rotazione difensiva ha colpito anche i prodotti su Ether, SOL e il token di Ripple, mentre HYPE si è mosso in controtendenza. Questo elemento non cambia però il quadro generale: i riscatti dagli ETF restano il principale indicatore osservato dal mercato per misurare la domanda istituzionale nel breve periodo. La sequenza negativa rafforza un tema già seguito negli ultimi giorni, dal nodo dei deflussi indicato da Citi alla precedente lettura su ETF in fuga mentre l’intelligenza artificiale corre a Wall Street. Per chi osserva il settore con un approccio di mercato, la nostra guida dedicata resta un punto di riferimento per distinguere dinamiche di prezzo, domanda da fondi quotati e struttura della liquidità. Il dato di mercoledì non chiude la fase di stress, ma conferma che la pressione sugli ETF è diventata un fattore dominante nel breve periodo. Dopo metà maggio, la combinazione tra prezzi in calo e deflussi persistenti ha ridotto in modo significativo il ruolo dei fondi come canale di assorbimento dell’offerta. Finché la serie di uscite non si interromperà, il mercato continuerà a leggere i flussi giornalieri come una variabile decisiva per valutare la tenuta del rimbalzo. ### Fonti - CoinDesk