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Bitcoin vicino a 63.000 dollari, gli ETF restano il nodo

Bitcoin resta sopra 63.000 dollari, ma domanda, flussi ETF e perdite realizzate segnalano un recupero ancora fragile.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitcoin vicino a 63.000 dollari, gli ETF restano il nodo

Bitcoin resta vicino all’area dei 63.000 dollari dopo la discesa verso 59.000 dollari vista nei giorni scorsi, ma i dati su domanda e flussi istituzionali indicano che il recupero non è ancora consolidato. Sabato 13 giugno 2026 BTC scambia a 63.768,09 dollari, in rialzo dello 0,36% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato prova a stabilizzarsi dopo il test di 59.000 dollari. CoinDesk ha riportato che la principale criptovaluta si trova ormai a poca distanza dal suo prezzo realizzato, indicato da CryptoQuant intorno a 53.600 dollari.

Questo indicatore rappresenta il prezzo medio a cui le monete sono state mosse l’ultima volta e, quando il valore di mercato si avvicina, segnala che il detentore medio conserva un margine di profitto molto ridotto. In passato livelli simili hanno coinciso con aree di minimo nei cicli ribassisti, ma non sono bastati da soli a confermare una ripartenza duratura. Il punto più delicato riguarda la domanda complessiva, diminuita di 652.000 BTC nell’ultima settimana, la contrazione più ampia da gennaio 2022 secondo i dati citati da CoinDesk.

Anche la domanda proveniente dagli ETF al prezzo a pronti statunitensi si sta riducendo al ritmo più marcato dal debutto di questi fondi nel gennaio 2024, un passaggio rilevante per chi segue gli ETF su criptovalute. Il tema si collega al quadro già emerso sui deflussi dagli ETF Bitcoin, dove il sostegno istituzionale era apparso meno lineare rispetto alla fase di accumulo precedente. La pressione dei venditori resta visibile anche nelle perdite realizzate: negli ultimi 30 giorni sono stati cristallizzati 187.000 BTC di perdite.

Il dato è elevato, ma resta inferiore al picco di 400.000 BTC osservato a febbraio e molto lontano dagli 1,2 milioni di BTC registrati intorno al minimo di ciclo di novembre 2022. Questo suggerisce una fase dolorosa per il mercato, ma non necessariamente una capitolazione completa. La tenuta dell’area dei 63.000 dollari arriva dopo una sequenza di segnali contrastanti già seguita nelle ultime sedute, dalla settimana difficile di Strategy alla lettura di Standard Chartered sul minimo a 59.000 dollari.

La narrativa positiva sul possibile ritorno verso livelli più alti, inclusa la previsione di BTC a 100.000 dollari, si scontra quindi con indicatori di domanda ancora deboli. Per il mercato, la differenza tra rimbalzo tecnico e inversione resta legata alla continuità dei flussi. Il segnale non riguarda solo BTC in senso stretto: quando la domanda marginale sulla criptovaluta guida si contrae, anche le altre attività digitali tendono a risentire della minore propensione al rischio.

In questo contesto, NEAR Protocol e altri progetti del comparto restano esposti al clima generale del mercato, pur senza essere al centro dei dati citati da CoinDesk. Per gli investitori che approfondiscono il tema, la nostra guida su comprare Bitcoin aiuta a distinguere tra dinamiche di prezzo, rischio di ciclo e orizzonte temporale. Il quadro descritto da CoinDesk è quindi più vicino a uno scenario di valore che a una conferma di recupero.

Prezzi più bassi possono rallentare le vendite, ma una vera svolta richiede flussi ETF più stabili, il ritorno di grandi compratori e un ulteriore assorbimento delle perdite dei venditori forzati. Fino ad allora, la tenuta sopra 63.000 dollari resta un segnale utile, ma ancora fragile.

Fonti - CoinDesk

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