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Deflussi dagli ETF Bitcoin, la pista SpaceX perde forza sul mercato

CoinDesk riporta dubbi sulla tesi SpaceX: i deflussi dagli ETF Bitcoin potrebbero riflettere chiusure di arbitraggio più che fuga di capitali.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Deflussi dagli ETF Bitcoin, la pista SpaceX perde forza sul mercato

Bitcoin prova a stabilizzarsi dopo settimane di vendite sui fondi quotati spot negli Stati Uniti. CoinDesk ha riportato che i deflussi dagli strumenti su BTC hanno sfiorato 5,75 miliardi di dollari da metà maggio, alimentando l’ipotesi di una rotazione verso l’attesa quotazione di SpaceX. Il prezzo scambia a 62.870,49 dollari, in rialzo del 2,31% nelle ultime 24 ore, dopo essere sceso sotto 60.000 dollari nella prima settimana di giugno.

La narrativa più immediata lega l’uscita di capitali dagli strumenti su BTC alla ricerca di liquidità per partecipare allo sbarco in Borsa di SpaceX, atteso venerdì. La stessa attesa ha già acceso l’interesse per iniziative collaterali, come raccontato nella nostra analisi su SpaceX su blockchain nel giorno atteso al Nasdaq. Tuttavia, il quadro dei flussi non sembra confermare in modo netto una fuga coordinata dalle criptovalute.

Fabian Dori, responsabile degli investimenti della banca svizzera Sygnum, ha messo in dubbio questa lettura parlando con CoinDesk. La sua tesi è che i deflussi dagli ETF siano reali, ma non bastino a dimostrare che gli investitori stiano vendendo BTC per finanziare allocazioni nella nuova offerta azionaria. Per chi segue il tema degli ETF su criptovalute, il punto centrale è distinguere tra vendite direzionali e chiusura di strategie tecniche.

Secondo il ragionamento riportato da CoinDesk, se gli investitori stessero davvero uscendo dal mercato delle criptovalute per raccogliere cassa, si dovrebbero osservare segnali più evidenti sulle piattaforme di scambio. I saldi sulle borse non mostrerebbero movimenti anomali e la capitalizzazione delle valute stabili non avrebbe registrato una contrazione significativa. Anche alcune aree più speculative del mercato continuerebbero ad attirare denaro, un comportamento poco coerente con una ritirata generalizzata.

La spiegazione alternativa riguarda la possibile chiusura di operazioni di arbitraggio tra fondi spot e strumenti derivati. In fasi di mercato più tese, la riduzione del differenziale tra prezzi può spingere gli operatori a smontare posizioni costruite per catturare rendimenti relativi, generando deflussi dagli ETF senza implicare necessariamente una visione ribassista di lungo periodo. In questo contesto, la quotazione di Bitcoin resta il termometro più osservato, ma non l’unico indicatore utile.

Il tema si inserisce in una fase già complicata per i prodotti regolamentati su BTC. Nelle ultime ore abbiamo seguito anche il caso BlackRock sfida i rivali con un ETF Bitcoin a reddito più economico, segnale che la competizione tra emittenti prosegue nonostante il calo dei flussi. Parallelamente, il rimbalzo del prezzo dopo i dati sull’inflazione statunitense non ha cancellato la pressione sui fondi, come emerso nell’articolo Bitcoin risale dopo l’inflazione Usa, ma gli ETF continuano a perdere capitali.

Il minimo sotto 60.000 dollari ha comunque lasciato un segno tecnico importante, anche perché il prezzo resta molto distante dal record vicino a 125.000 dollari indicato da CoinDesk per lo scorso ottobre. Il calo ha riaperto il confronto tra chi vede una correzione ciclica e chi teme un indebolimento più strutturale della domanda istituzionale. La recente frenata delle allocazioni societarie, analizzata in Bitcoin, si ferma anche la domanda delle tesorerie aziendali, aggiunge un ulteriore elemento di prudenza.

Per il mercato, la prova arriverà nei prossimi giorni: se i deflussi dagli ETF dovessero ridursi dopo lo sbarco di SpaceX, la narrativa della rotazione potrebbe recuperare forza. Se invece le uscite continueranno senza segnali di erosione nelle valute stabili o nei saldi sulle piattaforme, l’ipotesi dell’arbitraggio resterà più convincente. In ogni caso, il movimento dei fondi quotati continua a essere uno dei fattori decisivi per leggere la profondità della domanda su BTC.

Fonti - CoinDesk

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