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SpaceX entra nel Nasdaq 100, il precedente Strategy pesa sui listini

SpaceX entra nel Nasdaq 100 dopo il maxi collocamento, ma i precedenti di Palantir e Strategy invitano a prudenza sul rally già visto a Wall Street.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
SpaceX entra nel Nasdaq 100, il precedente Strategy pesa sui listini

SpaceX si prepara a entrare domani, 7 luglio, nel Nasdaq 100, trasformando il suo debutto a Wall Street in un nuovo test per l’appetito degli investitori verso la tecnologia ad alta crescita. CoinDesk ha riportato che la società, indicata con il ticker SPCX, arriva nell’indice dopo avere raccolto 75 miliardi di dollari nella più grande offerta pubblica iniziale mai registrata. Il passaggio, però, porta con sé un avvertimento storico: l’inclusione in un grande indice non garantisce la prosecuzione del rialzo.

Il richiamo riguarda anche il mercato delle attività digitali perché uno dei confronti più immediati è con Strategy, società diventata un riferimento per l’esposizione societaria a Bitcoin. La criptovaluta scambia a 62.796,39 dollari, in calo dell’1,23% nelle ultime 24 ore, in una fase in cui la sensibilità al rischio resta elevata. Il legame tra titoli tecnologici, liquidità e narrazione sulle riserve in criptovalute continua quindi a essere seguito da vicino anche fuori dal perimetro azionario tradizionale.

Il punto centrale è che l’ingresso in un indice può arrivare quando buona parte delle aspettative è già stata incorporata nei prezzi. Nel caso delle società a forte crescita, l’acquisto da parte dei fondi passivi viene spesso anticipato dal mercato, mentre gli investitori più speculativi hanno già costruito posizioni prima della data ufficiale. È una dinamica da considerare anche nelle analisi sulle migliori azioni da comprare, dove il fattore indice pesa ma non sostituisce utili, valutazioni e ciclo di mercato.

CoinDesk ha ricordato il precedente di Palantir, entrata nel Nasdaq 100 il 23 dicembre 2024 dopo una corsa molto forte. Il titolo toccò un picco in prossimità dell’inclusione e nelle settimane successive perse circa il 25%, segnalando come l’evento tecnico possa coincidere con prese di profitto. Il tema resta attuale dopo il nostro approfondimento su Palantir e l’intesa con NVIDIA, che ha riacceso il dibattito sulle valutazioni del software legato all’intelligenza artificiale.

Ancora più severo è il caso di Strategy, entrata nello stesso indice il 23 dicembre 2024 dopo avere già raggiunto il massimo di ciclo circa un mese prima. CoinDesk ha indicato che il titolo aveva sfiorato 543 dollari a novembre, quando Bitcoin trattava intorno a 100.000 dollari, mentre oggi si muove attorno a 100 dollari, con una correzione di circa l’80% dal picco. La pressione sul nome è tornata al centro anche dopo la nostra analisi sulle possibili vendite Bitcoin di Strategy, che ha messo in discussione la solidità della narrativa costruita da Michael Saylor.

Per SpaceX, il confronto arriva dopo settimane estremamente volatili. Secondo CoinDesk, il titolo è salito fino a 225 dollari nei giorni successivi all’offerta del 12 giugno, per poi scendere a 162 dollari la scorsa settimana. La domanda ora è se l’inclusione nel paniere tecnologico produrrà nuova domanda effettiva o se il mercato abbia già scontato il flusso degli acquisti passivi.

Il quadro si inserisce in una fase in cui anche le criptovalute mostrano segnali contrastanti. Dopo il recupero raccontato nel nostro articolo su Bitcoin oltre 63.000 dollari e XRP in ripresa, il mercato è tornato sotto pressione, mentre token come Optimism e NEAR Protocol restano osservati come indicatori della propensione al rischio sulle reti alternative. La volatilità di Bitcoin, già discussa nell’analisi sul ritorno dei timori legati al vecchio ciclo dei crolli, rende più fragile anche la lettura dei titoli azionari collegati alla narrativa digitale.

L’ingresso di SpaceX nel Nasdaq 100 resta un traguardo di mercato rilevante, ma il precedente di Palantir e Strategy suggerisce cautela nell’interpretarlo come segnale rialzista automatico. Il nodo sarà capire se i compratori istituzionali troveranno ancora valore dopo il maxi rialzo iniziale o se l’evento diventerà un punto di distribuzione. Per ora, il messaggio dei precedenti è chiaro: l’indice può amplificare la visibilità, non eliminare il rischio di valutazioni già tirate.

Fonti - CoinDesk

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