Bitcoin tiene quota 63.000 dopo la settimana nera di Strategy
Bitcoin recupera area 63.000 dollari dopo il calo settimanale: pesa la vendita simbolica di Strategy, mentre il mercato cerca segnali di tenuta.

Bitcoin prova a stabilizzarsi sopra area 63.000 dollari dopo una delle settimane più difficili degli ultimi mesi. Sabato 13 giugno la principale criptovaluta scambia a 63.764,92 dollari, in rialzo dello 0,36% nelle ultime 24 ore, dopo essere scivolata sotto 60.000 dollari durante la fase più tesa del sell-off. CoinDesk ha riportato che il movimento è partito da livelli vicini a 73.000 dollari nella seduta di domenica, prima di un affondo sotto 60.000 dollari, soglia che non veniva violata dalla fase successiva alle elezioni statunitensi del novembre 2024.
Il rimbalzo verso 63.500 dollari ha evitato per ora una chiusura settimanale ancora più pesante, ma il prezzo resta circa dimezzato rispetto al massimo storico indicato da CoinDesk vicino a 126.000 dollari nell’ottobre 2025. Il calo ha riportato le valutazioni in una zona che, in passato, è stata spesso associata ai minimi dei mercati ribassisti. La differenza, secondo la lettura emersa sul mercato, è che non si è visto il classico episodio di capitolazione con vendite forzate e panico generalizzato; un elemento già discusso nella nostra analisi sul segnale RSI che non conferma il minimo di mercato.
Per chi segue strategie di lungo periodo su comprare Bitcoin, la distinzione tra rimbalzo tecnico e minimo strutturale resta centrale. Il fattore che ha accelerato la pressione è arrivato da Strategy, la società guidata da Michael Saylor e principale detentore aziendale di bitcoin. CoinDesk ha riportato che Strategy ha comunicato il 1 giugno la vendita di 32 BTC per circa 2,5 milioni di dollari tra il 26 e il 31 maggio, con l’obiettivo di finanziare dividendi sulle azioni privilegiate STRC.
La cifra è minima rispetto a una riserva di circa 845.000 BTC, pari a circa il 4% dell’offerta totale, ma il mercato l’ha letta come un cambio di comportamento più che come un evento di bilancio; il tema si inserisce nel dibattito già aperto sulla domanda delle tesorerie aziendali. Il punto sensibile è la narrazione costruita da Saylor negli anni attorno all’idea di non vendere bitcoin. Nella stessa settimana, CoinDesk ha indicato anche la cessione di circa 800.000 azioni Strategy per 128 milioni di dollari attraverso il programma di vendita sul mercato, dettaglio che ha rafforzato le domande degli operatori sul perché fosse necessario liquidare anche una piccola quota di BTC.
La società aveva soddisfatto i requisiti tecnici per l’inclusione in un indice nel settembre 2025, ma non era stata selezionata; alcuni commentatori hanno collegato il tema alla percezione di Strategy come veicolo d’investimento più che come società con tesoreria aziendale. La tenuta sopra 63.000 dollari arriva mentre il mercato cerca appigli anche sul fronte macroeconomico e sui flussi degli strumenti quotati. Il quadro resta fragile, come mostrano le recenti tensioni sugli ETF Bitcoin e i deflussi degli investitori, ma le vendite non hanno ancora prodotto una rottura disordinata.
Anche le stime più costruttive, come quelle riprese nell’analisi su Standard Chartered e il possibile ritorno verso 100.000 dollari, dipendono ora dalla capacità del prezzo di difendere l’area riconquistata. La debolezza di bitcoin resta un riferimento per l’intero comparto, incluse criptovalute a maggiore sensibilità al rischio come NEAR Protocol. In fasi di mercato dominate da liquidità, flussi e gestione del rischio, la rotazione sugli asset alternativi tende a restare subordinata alla direzione della principale criptovaluta; un contesto da valutare con prudenza anche nella nostra guida al trading di criptovalute.
Per ora il recupero ha ridotto la pressione immediata, ma non ha ancora trasformato il sell-off della settimana in un chiaro segnale di inversione.