ETF Bitcoin, fuga record da 3,45 miliardi mentre l’IA corre in Borsa
Gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti segnano 3,45 miliardi di deflussi in 11 sedute, mentre Wall Street premia i titoli IA e BTC arretra.

Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato la fase di riscatti più pesante dalla loro nascita, con circa 3,45 miliardi di dollari usciti dai fondi in undici sedute. La pressione arriva mentre BTC scambia a 69.830,01 dollari, in calo del 2,08% nelle ultime 24 ore, e mentre Wall Street continua a premiare i titoli legati all’intelligenza artificiale. CoinDesk ha riportato che la serie negativa è iniziata il 15 maggio e rappresenta il periodo più lungo di deflussi netti da quando gli ETF spot hanno debuttato negli Stati Uniti nel gennaio 2024. La striscia di 11 sedute consecutive supera il precedente riferimento di otto giorni registrato nel febbraio 2025, segnalando un raffreddamento della domanda istituzionale proprio nella fase in cui il prezzo si è avvicinato alla soglia dei 70.000 dollari. Nell’ultima seduta considerata, gli investitori hanno ritirato altri 484 milioni di dollari dai prodotti quotati, un movimento che ha contribuito ad accentuare la debolezza durante gli scambi asiatici, con un arretramento intraday vicino al 4%. Il quadro conferma la fragilità già emersa nella nostra analisi sui minimi da aprile, quando i flussi degli ETF avevano iniziato a pesare in modo più evidente sul sentiment del mercato. Il contrasto con l’azionario statunitense resta marcato. Le azioni di NVIDIA sono salite del 6%, mentre altri titoli collegati a semiconduttori e intelligenza artificiale hanno continuato ad attirare capitali. Questa divergenza suggerisce che la propensione al rischio non è scomparsa: si è piuttosto spostata verso comparti percepiti come più solidi nella fase attuale, lasciando gli asset digitali in una posizione più vulnerabile. A complicare il contesto è arrivata anche la comunicazione di Strategy, che lunedì ha reso nota la vendita di 32 BTC, per un controvalore indicato da CoinDesk in circa 2,5 milioni di dollari, destinata a finanziare distribuzioni collegate a una delle sue emissioni di azioni privilegiate. L’operazione è minima rispetto alla tesoreria complessiva del gruppo, ma ha un valore simbolico perché rappresenta la prima cessione dal dicembre 2022, dopo mesi di enfasi pubblica sulla strategia di accumulo, un tema già approfondito nel caso Strategy e STRC. Per il mercato, il nodo resta la tenuta della domanda da parte degli ETF rispetto alla rotazione del rischio verso l’intelligenza artificiale. La lettura dei flussi è centrale per chi segue la guida al trading di criptovalute, perché l’uscita di capitali dai fondi regolamentati può amplificare i movimenti di prezzo nelle fasi di liquidità più sottile. La sequenza aggiorna anche il quadro dei deflussi delle nove sedute, mentre gli operatori continuano a monitorare i movimenti legati ai rimborsi, altro elemento capace di incidere sulle aspettative di offerta nel breve periodo. ### Fonti - CoinDesk