ETF Bitcoin, fuga record: deflussi per 2,8 miliardi in nove sedute
Gli ETF spot Usa su Bitcoin segnano nove sedute consecutive di deflussi netti, con 2,8 miliardi usciti mentre BTC resta vicino a 73.500 dollari.

Gli ETF statunitensi a esposizione diretta su Bitcoin hanno registrato la più lunga serie negativa dalla loro quotazione, con nove sedute consecutive di deflussi netti. CoinDesk ha riportato che gli investitori hanno ritirato circa 2,8 miliardi di dollari dai fondi nel periodo, un segnale di pressione persistente su uno degli strumenti che nel 2024 aveva aperto la porta al capitale istituzionale. La sequenza supera ogni precedente fase di vendite prolungate dall’avvio dei prodotti a gennaio 2024. Nella sola settimana, secondo quanto indicato da CoinDesk, gli ETF hanno perso circa 1,3 miliardi di dollari, estendendo a tre settimane consecutive il saldo negativo. Il dato mensile dei rimborsi è arrivato intorno a 2,3 miliardi, confermando un quadro già emerso nella nostra analisi su ETF Bitcoin al test di maggio: domanda debole e vendite in rialzo. Il deflusso coincide con una fase di debolezza del prezzo. Bitcoin scambia a 73.544,6 dollari, in lieve rialzo dello 0,24% nelle ultime 24 ore, ma resta sotto i livelli vicini agli 80.000 dollari osservati prima dell’accelerazione dei rimborsi. La discesa verso area 73.000 dollari segue il movimento descritto nei giorni scorsi, quando Bitcoin a 75.000 dollari mostrava già un’apertura più debole della settimana. Il punto centrale non è solo la correzione del prezzo, ma la rotazione settoriale. CoinDesk ha collegato la minore attrattiva relativa di Bitcoin alla forza di altri comparti, in particolare azioni legate all’intelligenza artificiale, semiconduttori e produttori di memorie. È lo stesso tema emerso nell’approfondimento su Bitcoin debole mentre i capitali corrono sui chip di memoria, che ha evidenziato come una parte della liquidità stia privilegiando i titoli percepiti come più direttamente esposti alla spesa per infrastrutture di calcolo. Sotto la superficie dei flussi aggregati emergono anche segnali di alleggerimento da parte di investitori di grandi dimensioni. CoinDesk ha indicato che l’iShares Bitcoin Trust di BlackRock, noto con il ticker IBIT, ha registrato questa settimana il maggiore deflusso giornaliero dal lancio, in larga parte collegato a una transazione su mercato non trasparente. La motivazione precisa dell’operazione non è nota, ma la dimensione del rimborso suggerisce che alcuni portafogli possano aver ridotto l’esposizione a Bitcoin per riallocare capitale verso settori con rendimenti recenti più elevati. La pressione sugli ETF non cancella lo sviluppo dell’infrastruttura di mercato, ma rende più selettivo il quadro per chi segue il trading criptovalute. L’attenzione resta concentrata su Bitcoin, mentre per token alternativi come NEAR Protocol non emergono, dalle informazioni disponibili, elementi specifici legati a questi deflussi. Il mercato statunitense continua inoltre a discutere nuovi strumenti: pochi giorni fa abbiamo seguito la notizia della CFTC che apre ai future perpetui su Bitcoin negli Stati Uniti, un tema separato ma rilevante per la profondità dei derivati. Per gli operatori europei, la fase arriva mentre il settore prova a consolidarsi anche sul piano regolamentare. Il caso di Banca Sella prima banca italiana nei servizi MiCA su asset digitali mostra che l’adozione istituzionale non procede in linea retta e può convivere con fasi di deflusso dagli ETF. In questo contesto, le dinamiche dei fondi restano un indicatore importante per valutare se la domanda regolamentata su Bitcoin stia attraversando una pausa tecnica o un cambio più profondo nelle preferenze di portafoglio; chi cerca informazioni di base su come comprare Bitcoin trova oggi un mercato più maturo, ma anche più sensibile alla competizione con altri asset rischiosi. ### Fonti - CoinDesk