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Criptovalute ferme mentre Wall Street corre da nove settimane

Il Bitcoin resta sotto pressione nonostante il rally dell'S&P 500 e il Brent a 92 dollari: pesano deflussi ETF e minore domanda.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Criptovalute ferme mentre Wall Street corre da nove settimane

Bitcoin resta ai margini del rally degli asset rischiosi: il prezzo scambia a 73.410,04 dollari, con una variazione nelle ultime 24 ore pari a +0,06%, mentre Ethereum non ha beneficiato del clima positivo su azioni e obbligazioni. La divergenza è rilevante perché arriva nella stessa settimana in cui Wall Street ha esteso una delle serie positive più lunghe degli ultimi anni. CoinDesk ha riportato che l’S&P 500 ha chiuso venerdì la nona settimana consecutiva in rialzo, la striscia più lunga dal 2023 e una sequenza rara negli ultimi quattro decenni. L’indice è risalito di quasi il 20% dai minimi di marzo, mentre il petrolio Brent si è assestato intorno a 92 dollari al barile e i titoli di Stato statunitensi hanno recuperato parte delle perdite legate alle tensioni geopolitiche. Il miglioramento del quadro macro è stato alimentato dalle speranze di una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Donald Trump ha indicato di essere pronto a una decisione finale su un’intesa preliminare, mantenendo però richieste severe: abbandono del programma nucleare iraniano, consegna dell’uranio arricchito e garanzia di apertura dello Stretto di Hormuz. Le criptovalute principali, però, non hanno seguito la traiettoria dei listini azionari. CoinDesk ha indicato che Bitcoin ha perso il 2,6% in sette giorni a 73.445 dollari, Ethereum il 2,5% a 2.011 dollari e Solana il 2,2% a 82,42 dollari. XRP è rimasta fuori dal traino generale, Dogecoin ha chiuso sostanzialmente invariata, mentre TRON ha ceduto il 5,6%, la peggiore performance settimanale tra i primi dieci asset digitali citati dalla testata. Il punto debole resta la domanda degli ETF su Bitcoin a pronti. La frenata dei flussi ha rafforzato la pressione al ribasso già emersa nei giorni scorsi, come ricostruito nel nostro approfondimento sugli ETF Bitcoin e i deflussi record in nove sedute. Il mercato sembra quindi meno sensibile al sostegno macro e più concentrato sulla capacità dei prodotti quotati di attirare nuovo capitale istituzionale. La dinamica conferma un cambio di passo rispetto alla fase in cui la sola attesa di una tregua Usa-Iran aveva sostenuto gli acquisti sulle criptovalute, come segnalato nell’analisi su Bitcoin in rialzo con le chance di accordo Usa-Iran. Ora la reazione è più selettiva: petrolio, azioni e obbligazioni hanno risposto al calo percepito del rischio geopolitico, mentre gli asset digitali hanno mostrato maggiore dipendenza dai flussi di mercato specifici. Per gli operatori, il nodo è capire se la debolezza sia una pausa tecnica o un segnale di minore appetito strutturale. La nostra pagina guida su comprare Bitcoin ricorda quanto pesino liquidità, flussi e gestione del rischio nelle fasi di consolidamento. Il passaggio sotto l’area dei 75.000 dollari era già emerso nell’articolo su Bitcoin a 75.000 dollari e l’apertura più debole della settimana, rendendo il recupero della domanda ETF il principale indicatore da monitorare nelle prossime sedute. Il dato di giornata mostra una variazione minima, ma il bilancio settimanale resta negativo: il +0,06% nelle ultime 24 ore non cancella la sottoperformance rispetto alle borse statunitensi. Finché i flussi sugli ETF resteranno freddi, Bitcoin e le altre grandi criptovalute potrebbero continuare a muoversi con minore forza rispetto al resto del mercato rischioso. ### Fonti - CoinDesk

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