Bitcoin risale con le chance di tregua Usa-Iran in aumento
Le criptovalute recuperano mentre aumentano le probabilità di un accordo Usa-Iran. Bitcoin resta vicino a 77.500 dollari, occhi su Hormuz.

Bitcoin tenta un nuovo recupero mentre i mercati incorporano maggiori probabilità di un’intesa tra Stati Uniti e Iran. La principale criptovaluta scambia a 77.443,43 dollari, in rialzo dello 0,61% nelle ultime 24 ore, in una seduta in cui il fattore geopolitico torna a guidare la propensione al rischio. CoinDesk ha riportato che lunedì i prezzi delle criptovalute si sono mossi moderatamente al rialzo dopo l’arrivo a Doha di negoziatori iraniani per colloqui diplomatici. Nel corso della giornata, secondo la stessa ricostruzione, Bitcoin era salito dell’1,6% fino a circa 77.500 dollari, mentre Ether avanzava dell’1,4% e l’indice ampio CoinDesk 20 guadagnava l’1,56%. Il cambio di tono è arrivato dai mercati predittivi. Su Polymarket, le probabilità assegnate a un accordo permanente entro questo mese sono salite al 37%, dal 14% circa indicato venerdì. Le chance di un’intesa entro l’inizio di giugno sono state portate al 46%, mentre quelle entro fine luglio risultano al 72%, con volumi complessivi vicini a 178 milioni di dollari. Il passaggio politico segue il messaggio pubblicato sabato dal presidente Trump su Truth Social, nel quale l’accordo quadro veniva indicato come ancora soggetto a finalizzazione. CoinDesk ha riportato che a Doha sono arrivati Mohammad Bagher Ghalibaf, Abbas Araghchi e Abdolnaser Hemmati, in un dossier che riguarda soprattutto Stretto di Hormuz e uranio altamente arricchito. La questione energetica resta centrale per i mercati. Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il trasporto di petrolio, è stato in larga parte bloccato dopo gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran del 28 febbraio, anche se negli ultimi giorni il traffico avrebbe mostrato una parziale ripresa. Non a caso il rimbalzo odierno si inserisce nel quadro già analizzato nella nostra cronaca su Bitcoin sopra 77.000 dollari e petrolio in calo. Per le criptovalute, il tema non è soltanto diplomatico. Una riduzione del premio al rischio sul Medio Oriente tende a sostenere gli asset più volatili, mentre eventuali ritardi nei negoziati potrebbero riaprire la pressione sui prezzi. Per chi segue il mercato da un punto di vista operativo, la nostra guida sulla negoziazione di criptovalute resta un riferimento di contesto, distinto dalle notizie di breve periodo e dalle valutazioni su comprare Bitcoin. La reazione resta comunque misurata, anche perché il mercato arriva da giornate segnate da flussi contrastanti sugli strumenti quotati. Gli investitori stanno monitorando i deflussi dagli ETF, dopo il nostro aggiornamento su ETF su Bitcoin e uscite per 2,26 miliardi in due settimane, e la rotazione di capitali descritta nell’analisi sugli ETF criptovalute e lo spostamento da Bitcoin a Hyperliquid. In questo quadro, la geopolitica offre un catalizzatore, ma non cancella la fragilità dei flussi. Il miglioramento del sentiment coinvolge anche il resto del listino, dove asset più sensibili alla propensione al rischio come NEAR Protocol e Official Trump possono amplificare i movimenti del mercato nelle fasi di recupero o di correzione. La seduta conferma quindi un punto: Bitcoin resta il barometro principale, ma l’esito dei colloqui su Iran e Hormuz potrebbe influenzare l’intero comparto nelle prossime settimane. ### Fonti - CoinDesk