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Bitcoin prende fiato dopo l’Iran: tregua accolta con cautela

Bitcoin resta poco mosso dopo il nuovo passo diplomatico Usa-Iran: prese di profitto sulle criptovalute mentre petrolio e azioni corrono.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin prende fiato dopo l’Iran: tregua accolta con cautela

Bitcoin resta in equilibrio dopo il sollievo iniziale legato all’intesa tra Stati Uniti e Iran, ma il mercato delle criptovalute non sta seguendo con decisione il rimbalzo visto su azioni e petrolio. BTC scambia a 66.539,98 dollari, in rialzo dello +0,40% nelle ultime 24 ore, dopo una fase di prese di profitto che ha riportato prudenza tra gli operatori. CoinDesk ha riportato che BTC lunedì sera era salito brevemente oltre 67.000 dollari, prima di tornare sotto area 66.000.

Il movimento ha coinvolto anche altre criptoattività: Ether ha tenuto meglio, mentre Solana, XRP e Hyperliquid hanno registrato rialzi giornalieri più marcati, in un quadro comunque segnato da prese di profitto dopo il recupero delle ultime sedute. Il contesto macroeconomico è cambiato rapidamente lunedì, quando il presidente Donald Trump e il vicepresidente JD Vance hanno firmato una copia elettronica di un memorandum d’intesa con l’Iran. Trump ha inoltre indicato che lo Stretto di Hormuz, già parzialmente riaperto, dovrebbe tornare pienamente operativo venerdì; nello stesso clima, S&P 500 e Nasdaq 100 hanno chiuso in forte rialzo, mentre il Brent è sceso sotto 83 dollari al barile.

La reazione delle criptovalute è però apparsa più contenuta rispetto a quella degli altri mercati. A CoinDesk, Jimmy Xue di Axis ha osservato che petrolio e azioni asiatiche hanno risposto in modo più netto al cessate il fuoco, mentre BTC si è mosso con maggiore cautela: un segnale di sollievo, ma non ancora una piena riapertura della propensione al rischio. La prudenza ha una spiegazione: CoinDesk ha ricordato che si tratta del terzo tentativo di tregua e che i precedenti recuperi legati al cessate il fuoco di aprile e agli sviluppi del 9 giugno erano poi stati riassorbiti.

È lo stesso tema emerso nel nostro approfondimento sulla tregua Usa-Iran, dove il rimbalzo veniva letto come fragile finché il rischio geopolitico restava aperto. Sul piano tecnico, l’area intorno a 66.000 dollari resta il riferimento immediato per capire se il mercato stia consolidando o semplicemente distribuendo dopo il recupero. Per chi segue la dinamica di lungo periodo, la nostra guida su comprare BTC aiuta a distinguere l’operatività di breve dalla costruzione di esposizione, mentre l’analisi sulla Banca del Giappone e i tassi mostra come anche la politica monetaria continui a pesare sulla volatilità.

La rotazione resta selettiva anche tra le altcoin. Il superamento di area 1,20 dollari per XRP si collega al nostro aggiornamento sul rally sopra 1,20 dollari, mentre il confronto con Official Trump ricorda che i token politici possono reagire in modo diverso rispetto alle principali criptoattività quando la notizia dominante è geopolitica. Il mercato, in sintesi, sta prezzando il miglioramento dello scenario ma non lo considera ancora risolutivo.

Finché non arriveranno conferme sulla firma effettiva e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, la risalita di BTC rischia di restare vulnerabile a nuove prese di profitto, come già osservato nel nostro precedente aggiornamento su Iran, Strategy e Federal Reserve.

Fonti - CoinDesk

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