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Tassi giapponesi all'1%: Bitcoin regge il colpo della banca centrale

La Banca del Giappone porta i tassi all'1%, massimo dal 1995. Bitcoin recupera le perdite iniziali mentre yen e bond restano sotto osservazione.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Tassi giapponesi all'1%: Bitcoin regge il colpo della banca centrale

La Banca del Giappone ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo all’1%, il livello più alto dal 1995. La stretta, attesa dal mercato, non ha provocato una fuga dagli asset rischiosi: Bitcoin ha recuperato le perdite iniziali della seduta asiatica e resta in lieve rialzo. CNBC ha riportato che si tratta del primo aumento dei tassi da dicembre, quando l’istituto aveva portato il costo del denaro allo 0,75%.

La decisione è passata con un voto 7 a 1, con il membro del board Toichiro Asada contrario e favorevole a una pausa; dopo l’annuncio il Nikkei 225 è salito dello 0,46%, mentre il rendimento del decennale giapponese è avanzato fino al 2,615%. CoinDesk ha indicato che la decisione è arrivata intorno alle 3:19 UTC del 16 giugno e che il BTC è risalito da circa 65.600 a 66.000 dollari nell’immediata reazione. Il prezzo ora scambia a 66.511,1 dollari, con una variazione positiva dello 0,35% nelle ultime 24 ore, segnale che la stretta giapponese era in larga parte già incorporata nei prezzi.

Il tema di fondo resta l’inflazione. CoinDesk ha riportato che la banca centrale vede rischi al rialzo sui prezzi, anche per il passaggio più rapido dei rincari del petrolio ai beni di consumo in un contesto segnato dalle tensioni geopolitiche; i prezzi all’ingrosso sono saliti di oltre 6% su base annua a maggio, mentre l’inflazione generale di aprile era all’1,4%, sotto l’obiettivo del 2%. Il collegamento tra energia e mercati digitali era emerso anche nella nostra analisi su Bitcoin e il rischio legato alla tregua Usa-Iran.

La Banca del Giappone ha confermato anche il percorso di riduzione degli acquisti di titoli pubblici. CNBC ha indicato che il taglio proseguirà a un ritmo di 200 miliardi di yen per trimestre di calendario, prima di fermare la riduzione e mantenere gli acquisti mensili di obbligazioni governative a 2.000 miliardi di yen da aprile 2027. Il messaggio è restrittivo sui tassi, ma accompagnato da una gestione graduale del mercato obbligazionario.

Per le criptovalute, il punto sensibile è il ruolo dello yen nella liquidità globale. La lunga stagione di tassi giapponesi ultrabassi ha sostenuto strategie di finanziamento a basso costo, e il suo progressivo smantellamento resta un fattore da monitorare per chi segue la nostra guida al trading di criptovalute. La tensione sul cambio e sulle attese della banca centrale era stata anticipata alla vigilia, quando il mercato guardava proprio al rischio di una sorpresa più aggressiva.

La reazione composta di oggi si inserisce in un quadro in cui la domanda su Bitcoin non dipende solo dai tassi. Nei giorni scorsi il mercato aveva trovato sostegno dal ritorno degli afflussi negli ETF Bitcoin e dall’attenzione sulle tesorerie aziendali legate a Strategy, due canali che continuano a condizionare il sentiment anche quando la politica monetaria torna al centro. Il prossimo test sarà capire se la banca centrale giapponese considererà questa mossa una tappa intermedia o un punto di attesa.

Per il prezzo di Bitcoin, le prossime mosse dipenderanno dall’equilibrio tra inflazione, yen, petrolio e aspettative sui tassi globali: una nuova stretta potrebbe pesare sugli asset rischiosi, mentre un percorso ordinato manterrebbe il focus sulla liquidità globale.

Fonti - CNBC

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