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Bitcoin guarda alla Banca del Giappone: le scommesse sullo yen alzano la tensione

La Banca del Giappone dovrebbe alzare i tassi all'1%: le forti posizioni ribassiste sullo yen mettono in allerta BTC e mercati rischiosi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin guarda alla Banca del Giappone: le scommesse sullo yen alzano la tensione

Bitcoin entra nella settimana con un appuntamento meno abituale per il mercato delle criptovalute: la riunione della Banca del Giappone. BTC scambia a 65.740,86 dollari, in lieve rialzo dello 0,05% nelle ultime 24 ore, ma l’attenzione degli operatori si sposta su Tokyo più che su Washington. CoinDesk ha riportato che la banca centrale giapponese è ampiamente attesa a un aumento del tasso di riferimento all’1%, dal precedente 0,75%, nella decisione di martedì 16 giugno.

Sarebbe il livello più alto dal 1995, un passaggio che può apparire tecnico ma che tocca direttamente una delle fonti globali di liquidità: il finanziamento in yen. Il nodo è l’accumulo di posizioni speculative contro la valuta giapponese. Secondo CoinDesk, i fondi a leva hanno portato le scommesse ribassiste sullo yen oltre 115.000 contratti nella settimana conclusa il 9 giugno, il valore più elevato da novembre 2017 sulla base dei dati della Commodity Futures Trading Commission.

Un rialzo dei tassi accompagnato da un segnale di ulteriore stretta potrebbe costringere parte del mercato a chiudere queste posizioni. In quel caso lo yen potrebbe rafforzarsi rapidamente, rendendo più costose le operazioni in cui gli investitori prendono a prestito valuta giapponese per comprare attività a maggiore rendimento o più rischiose. Per il mercato delle criptovalute il rischio non è tanto la decisione in sé, quanto l’eventuale riduzione della liquidità che sostiene gli asset più volatili.

È lo stesso meccanismo che, nelle fasi di stress, può colpire azioni tecnologiche, obbligazioni e token digitali nello stesso momento, tema già centrale per chi segue la nostra guida al trading di criptovalute. La reazione di BTC arriva dopo alcune sedute in cui il mercato aveva recuperato terreno grazie a fattori geopolitici e flussi sugli strumenti quotati. Il quadro resta vicino a quello descritto nell’analisi su Bitcoin risale con l’intesa Usa-Iran: petrolio in netto calo, mentre il tema della domanda istituzionale è tornato con ETF Bitcoin, tornano gli afflussi dopo cinque sedute negative.

Il Giappone resta inoltre un osservatorio sensibile per il settore, non solo per la politica monetaria. Nei giorni scorsi il mercato aveva seguito anche Metaplanet compra Siiibo e prepara prodotti Bitcoin in Giappone, segnale di un interesse locale che si intreccia con la fase di normalizzazione dei tassi dopo anni di denaro estremamente conveniente. Per ora il prezzo non segnala una fuga dal rischio, ma la soglia psicologica dei 65.000 dollari resta esposta a movimenti improvvisi se il cambio valutario dovesse accelerare.

Il precedente recupero sopra area 64.000, discusso in Bitcoin supera 64.000 dollari: tregua sull’Iran ed ETF riaccendono il mercato, mostra quanto il mercato resti sensibile a notizie esterne al perimetro strettamente cripto. Lo scenario più benigno sarebbe un rialzo dei tassi già scontato, senza indicazioni aggressive sui prossimi passi. Il rischio opposto è una Banca del Giappone percepita come più restrittiva del previsto: in quel caso la chiusura delle posizioni finanziate in yen potrebbe trasformare una decisione di politica monetaria asiatica in un test globale per la propensione al rischio.

Fonti - CoinDesk

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