Bitcoin supera 64.000 dollari: tregua sull’Iran ed ETF riaccendono il mercato
Bitcoin torna sopra 64.000 dollari con segnali di pace sull’Iran e afflussi negli ETF spot USA. Il mercato prova a chiudere la settimana in rialzo.

Bitcoin è tornato sopra 64.000 dollari sabato 13 giugno, spinto da un miglioramento del clima geopolitico e da nuovi afflussi sugli ETF spot statunitensi. La principale criptovaluta scambia a 64.100,66 dollari, in rialzo dello 0,88% nelle ultime 24 ore, dopo aver toccato un massimo intraday superiore a 64.200 dollari. CoinDesk ha riportato che il movimento arriva mentre il mercato valuta segnali più distensivi sul fronte mediorientale.
Il primo ministro del Pakistan ha scritto su X che un accordo di pace legato all’Iran sarebbe più vicino, con una possibile finalizzazione entro 24 ore e una firma elettronica subito dopo. Per un mercato reduce da settimane di pressione, la riduzione del rischio geopolitico è diventata un catalizzatore immediato. Il recupero porta Bitcoin a oltre l’8% sopra il minimo di giugno, indicato poco sopra 59.000 dollari.
Il rimbalzo resta però da confermare: la criptovaluta è in progresso di circa l’1% sulla settimana e, se mantenesse il segno positivo fino alla chiusura settimanale, interromperebbe una serie di quattro settimane consecutive in calo. È lo stesso contesto analizzato nel nostro aggiornamento su Bitcoin vicino a 63.000 dollari e il nodo ETF, dove la domanda istituzionale era indicata come variabile decisiva. Il secondo elemento osservato dagli operatori riguarda gli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti.
CoinDesk ha indicato che venerdì i prodotti hanno registrato 85,9 milioni di dollari di afflussi netti, il dato giornaliero più alto da maggio; l’ultima seduta con un valore superiore risaliva al 14 maggio. Per chi segue il funzionamento degli ETF su criptovalute, il dato è rilevante perché segnala un ritorno di capitale dopo una fase in cui i deflussi avevano pesato sul sentiment. Resta sullo sfondo il caso SpaceX, diventato nelle ultime sedute un possibile fattore di distorsione sui flussi.
CoinDesk ha riportato che un analista di Standard Chartered ha collegato parte delle vendite degli investitori in ETF alla necessità di liberare liquidità per partecipare all’offerta pubblica iniziale di SpaceX. Dopo il lancio dell’operazione venerdì, questa pressione potrebbe attenuarsi, un tema che si intreccia con la nostra analisi su Saylor e Bitcoin tra i giganti tecnologici dopo SpaceX. Il mercato, tuttavia, non sta leggendo il rimbalzo come un segnale isolato.
Le ultime sedute hanno mostrato una combinazione di fattori: geopolitica meno tesa, afflussi sugli strumenti quotati e minore urgenza di vendere posizioni per finanziare altre operazioni. In questo quadro, anche le valutazioni di Standard Chartered sul minimo di area 59.000 dollari, discusse nel nostro approfondimento su BTC verso 100.000 dollari, tornano al centro del dibattito. Il movimento rimane concentrato soprattutto su Bitcoin e sugli strumenti che ne replicano l’andamento.
Non emergono, dalle informazioni riportate sulla notizia, elementi specifici legati a NEAR Protocol o ad altri token alternativi: il driver principale resta la combinazione tra flussi degli ETF e rischio geopolitico. Per questo il mercato guarda ora alla chiusura settimanale, che potrebbe trasformare il recupero da semplice rimbalzo tecnico a primo segnale di stabilizzazione. Per gli investitori italiani, il punto non è inseguire il movimento di breve periodo, ma distinguere tra prezzo, flussi e rischio macro.
La volatilità resta elevata, come spesso accade nelle fasi in cui notizie geopolitiche e prodotti quotati amplificano i movimenti della principale criptovaluta. Chi approfondisce il tema del comprare Bitcoin deve quindi considerare che un rialzo sopra 64.000 dollari è un segnale di mercato, non una garanzia di inversione definitiva.