Bitcoin sale con la tregua Usa-Iran, ma il rischio resta alto
Bitcoin resta sopra 65.700 dollari dopo l'intesa Usa-Iran, mentre oro, Nasdaq e titoli legati alle criptovalute recuperano terreno ma restano rischi.

Bitcoin resta agganciato all’area dei 66.000 dollari dopo l’annuncio di un’intesa di pace tra Stati Uniti e Iran, ma il mercato non considera ancora chiusa la fase di rischio. La criptovaluta scambia a 65.730,87 dollari, con una variazione nelle 24 ore pari a +0,04%, mentre CoinDesk ha riportato un recupero simultaneo di attività rischiose e beni rifugio. Il punto critico è la fragilità delle tregue precedenti.
CoinDesk ha ricordato che un cessate il fuoco in aprile era saltato e che un secondo accordo era stato interrotto dagli attacchi statunitensi del 9 giugno, con Bitcoin che in entrambi i casi aveva restituito l’intero rialzo iniziale; un contesto già seguito nel nostro aggiornamento su Bitcoin e l’intesa Usa-Iran. La reazione non si è limitata alle criptovalute. L’oro è salito di oltre 2,5% sopra 4.300 dollari, mentre Invesco QQQ Trust è avanzato di oltre il 2% negli scambi prima dell’apertura, segnalando una corsa parallela verso tecnologia e protezione.
La combinazione è insolita solo in apparenza: quando il rischio geopolitico cambia direzione rapidamente, i portafogli tendono a riposizionarsi senza abbandonare del tutto le coperture. Anche i titoli collegati alle criptovalute hanno beneficiato del clima più costruttivo. CoinDesk ha indicato Strategy in rialzo del 6%, Galaxy Digital del 5% e SpaceX del 6%, mentre tra i minatori orientati all’intelligenza artificiale TerraWulf e Cipher Mining hanno guadagnato il 4%; il nome Iren è stato indicato in progresso del 5% nello stesso paniere citato dalla testata.
Il tema delle società con esposizione a Bitcoin resta centrale anche dopo la nostra analisi su SpaceX e la riserva Bitcoin da Ipo. La stessa SpaceX continua a concentrare l’attenzione degli operatori. ARK Invest ha acquistato circa 3,29 milioni di azioni della società venerdì, giorno del debutto in Borsa, per un valore superiore a 500 milioni di dollari a fine seduta distribuito su quattro Etf ARK.
Il collocamento era stato fissato a 135 dollari e il titolo ha chiuso a 160,95 dollari, con un rialzo del 19,2% nella prima giornata. Il rimbalzo di Bitcoin resta quindi legato a una variabile politica più che a un singolo indicatore di mercato. L’avvertimento di Donald Trump su possibili nuovi attacchi all’Iran mantiene alta la sensibilità anche nel segmento più speculativo degli asset digitali, compresi token politici come Official Trump.
Per chi segue il mercato in ottica di lungo periodo, la guida su come comprare Bitcoin offre il quadro di base, ma la seduta attuale resta dominata dalla geopolitica. La prossima verifica arriverà dalla tenuta dell’accordo e dalla risposta degli investitori istituzionali. Dopo il ritorno degli afflussi negli ETF Bitcoin, un nuovo shock sul fronte Iran potrebbe riaprire la pressione sulle prese di profitto; al contrario, una stabilizzazione diplomatica lascerebbe spazio a un test più credibile dell’area 66.000 dollari.
Il precedente delle tregue fallite spiega perché il mercato sia salito, ma non abbia ancora archiviato il rischio.