Bitcoin, vendono i detentori storici: segnale di fine ciclo
Compass Point segnala vendite per 2,4 miliardi dai detentori di lungo periodo di Bitcoin: una capitolazione che può indicare fase finale.

Bitcoin resta sotto pressione mentre una parte degli investitori più pazienti sta iniziando a vendere. Il prezzo scambia a 63.224 dollari, in calo dell’1,27% nelle ultime 24 ore, e la lettura di Compass Point indica che la fase ribassista potrebbe essere entrata in una zona avanzata, anche se non necessariamente conclusa. CNBC ha riportato che l’analista Ed Engel di Compass Point ha osservato un cambio di comportamento tra i detentori di lungo periodo, definiti come indirizzi o investitori che conservano le monete da almeno 155 giorni. Questa fascia era rimasta sostanzialmente inattiva tra febbraio e aprile, ma nelle ultime settimane si è trasformata in una fonte di offerta sul mercato. Il dato più rilevante riguarda le vendite degli ultimi due giorni: secondo la nota citata da CNBC, i detentori di lungo periodo hanno ceduto circa 2,4 miliardi di dollari in Bitcoin. Per Engel, un movimento di questa dimensione può incidere sugli equilibri tra domanda e offerta, perché arriva da soggetti che di solito vendono meno frequentemente rispetto agli operatori di breve periodo. Un altro elemento segnalato da Compass Point riguarda il prezzo di carico di chi ha venduto. Nell’ultimo mese, il 26% del Bitcoin ceduto proverrebbe da investitori entrati sopra quota 90.000 dollari. Engel interpreta questa dinamica come una capitolazione dei compratori arrivati sui massimi, un fenomeno che nei precedenti mercati ribassisti è spesso emerso nelle fasi mature del ciclo discendente. La pressione si inserisce in una settimana già pesante per il mercato. Il ribasso sotto area 62.000 dollari aveva alimentato liquidazioni da 1,5 miliardi, mentre gli strumenti quotati sulle criptovalute negli Stati Uniti hanno registrato deflussi record netti da 4,37 miliardi. In questo quadro, le vendite dei detentori di lungo periodo aggiungono un segnale on-chain a una debolezza già visibile nei flussi e nei derivati. Il contesto macro non ha aiutato. CNBC ha ricordato che Bitcoin fatica a recuperare il record di ottobre, superiore a 126.000 dollari, mentre l’incertezza legata alla guerra in Iran continua a pesare sul sentiment. La divergenza con le Borse, salite verso nuovi massimi, ha riaperto il dibattito sulle due narrazioni dominanti: Bitcoin come oro digitale e Bitcoin come attività simile ai titoli tecnologici ad alta volatilità. Il tema era già emerso quando Bitcoin scivolava con il petrolio per le tensioni in Medio Oriente. Per gli operatori, la questione centrale è capire se queste vendite rappresentino un eccesso di paura o l’inizio di una nuova gamba ribassista. La distinzione è rilevante anche per chi studia il mercato attraverso una guida su come comprare Bitcoin, perché la capitolazione dei detentori storici non è un segnale operativo automatico, ma una variabile da leggere insieme a liquidità, flussi degli ETF e propensione al rischio. Sul grafico di Bitcoin, il recupero resta fragile finché il mercato non mostra una domanda capace di assorbire l’offerta. Nelle ultime sedute il quadro tecnico si era già indebolito, come indicato dall’analisi sulla perdita dello slancio. Per Compass Point, però, proprio la resa dei compratori entrati sui livelli più alti può essere un tratto tipico delle fasi finali di un mercato ribassista: un segnale da monitorare, non una conferma definitiva di minimo. ### Fonti - CNBC