Broadcom corre più di NVIDIA: chip su misura al centro dell’IA
Broadcom ha battuto NVIDIA negli ultimi sei mesi grazie ai chip ASIC su misura, mentre Microsoft, Amazon e Meta spingono l’IA nei data center.

La corsa dei semiconduttori per l’intelligenza artificiale non è più soltanto una storia di NVIDIA. Broadcom ha registrato un rendimento del 36% negli ultimi sei mesi, superando il titolo simbolo dei processori grafici per l’IA, secondo quanto riportato da The Motley Fool. Il punto centrale è il passaggio, sempre più visibile nei grandi gruppi tecnologici, verso semiconduttori progettati per compiti specifici. The Motley Fool ha indicato che Broadcom produce ASIC, cioè chip su misura, mentre NVIDIA resta il riferimento nei processori grafici, più flessibili e adatti a una gamma ampia di utilizzi.
La differenza tecnica pesa soprattutto nell’inferenza, la fase in cui i modelli di intelligenza artificiale vengono usati per generare risposte, immagini o previsioni. In questo segmento, i chip ASIC possono offrire efficienza energetica e bassa latenza, due variabili decisive quando i carichi di lavoro si spostano dai laboratori di addestramento ai servizi utilizzati ogni giorno dagli utenti. Tra i clienti citati da The Motley Fool figurano alcuni dei nomi più rilevanti della tecnologia statunitense. Microsoft, che scambia a 499,99 dollari con una variazione a 24 ore di +0,03%, Amazon, Alphabet e Meta Platforms sono indicati come gruppi legati alla domanda di semiconduttori su misura, con Alphabet e Meta già associate a chip proprietari come TPU e MTIA.
La crescita di Broadcom non implica però un arretramento strutturale dei processori grafici. I centri dati continueranno ad avere bisogno sia di GPU sia di ASIC: le prime restano più versatili, i secondi sono ottimizzati per eseguire una funzione con maggiore precisione. È lo stesso equilibrio emerso anche nella nostra analisi su SK Hynix e le memorie per l’IA di NVIDIA, dove il collo di bottiglia non riguarda un solo componente ma l’intera filiera.
Per Wall Street, la questione è se il premio assegnato a NVIDIA possa convivere con una quota crescente di semiconduttori su misura nei bilanci dei grandi clienti. Nei giorni scorsi avevamo già evidenziato il confronto tra i multipli dei due gruppi nell’approfondimento su NVIDIA e Broadcom nel test dei multipli, un tema che torna centrale mentre l’IA continua a sostenere la spesa in infrastrutture. Il posizionamento di Broadcom appare legato a una tendenza precisa: i grandi operatori della nuvola informatica vogliono ridurre consumi, costi e dipendenza da soluzioni generaliste.
Questo non cancella il vantaggio competitivo di NVIDIA, ma rende più articolata la catena del valore dell’intelligenza artificiale, come si è visto anche nel recente focus su Amazon dopo i conti e il ruolo di AWS. Resta il rischio di concentrazione della domanda, perché una parte significativa della crescita dipende dagli investimenti dei colossi tecnologici. Se la spesa nei centri dati dovesse rallentare, anche i fornitori più specializzati potrebbero risentirne; al contrario, una maggiore diffusione dell’inferenza potrebbe consolidare il ruolo degli ASIC.
In questo quadro, il rilancio delle fonderie e della produzione avanzata resta un tema da monitorare, come mostrato dal caso Intel e Fortinet nella filiera dei chip.