Amazon vola dopo i conti: Bezos incassa 25 miliardi e Wall Street guarda all’IA
Il balzo post trimestrale di Amazon spinge la fortuna di Jeff Bezos, mentre AWS accelera con IA, chip e ordini arretrati vicini a 500 miliardi.

Amazon ha riacceso l’attenzione di Wall Street dopo una trimestrale superiore alle attese e un balzo del titolo del 14% nelle ore successive alla pubblicazione dei risultati. La società si è avvicinata alla soglia dei 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre Jeff Bezos ha visto crescere la propria ricchezza di circa 25 miliardi di dollari in una sola mattinata. The Motley Fool ha riportato che Bezos, uscito dal ruolo di amministratore delegato nel 2021 e oggi presidente del consiglio di amministrazione, possiede ancora oltre l’8% delle azioni in circolazione.
Il movimento delle azioni Amazon ha quindi avuto un impatto immediato sul patrimonio del fondatore, indicato come terza persona più ricca al mondo, dietro Larry Page di Alphabet. Nel trimestre chiuso il 30 giugno, il gruppo ha registrato ricavi per 200,6 miliardi di dollari e un utile rettificato per azione di 1,97 dollari. Entrambi i dati hanno superato le stime degli analisti, rafforzando la lettura di una società che continua a beneficiare della spesa in infrastrutture digitali e della domanda legata all’intelligenza artificiale.
Il punto centrale resta Amazon Web Services, la divisione di nuvola informatica del gruppo. The Motley Fool ha indicato una crescita annua dei ricavi AWS del 37%, il ritmo più alto degli ultimi 18 trimestri, con un utile operativo in aumento del 63% a 16,6 miliardi di dollari. La divisione ha generato circa il 60% dell’utile operativo complessivo, confermando il peso della nuvola informatica nella valutazione del gruppo.
La domanda di capacità di calcolo resta superiore all’offerta disponibile. Il portafoglio ordini di AWS è vicino a 500 miliardi di dollari, mentre le attività collegate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori hanno registrato crescite a tripla cifra nell’ultimo trimestre. È lo stesso filo industriale che il mercato sta seguendo anche in altri nomi della tecnologia, come emerso nella nostra analisi su Amazon, Alphabet e Uber nei portafogli dei big.
La società prevede spese in conto capitale per 220 miliardi di dollari nel 2026, una cifra che segnala la volontà di continuare a investire in centri dati, chip e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il livello degli investimenti è però anche uno dei punti più osservati dagli investitori, perché può sostenere la crescita futura ma comprimere il flusso di cassa nel breve periodo. Il titolo AMZN scambia a 274,48 dollari, in rialzo dello 0,82% nelle ultime 24 ore.
Dopo il rally, il mercato sta rivalutando il premio assegnato alla crescita della nuvola informatica, in un contesto in cui anche gli utili S&P 500 oltre le stime hanno mostrato quanto l’intelligenza artificiale stia incidendo sui margini delle grandi società statunitensi. La reazione positiva non elimina i rischi di esecuzione. Amazon deve dimostrare di poter trasformare il portafoglio ordini e la domanda di calcolo in utili sostenibili, mentre la concorrenza nella nuvola informatica resta intensa.
Il tema si inserisce nella più ampia corsa agli investimenti sull’intelligenza artificiale, già evidente anche nella recente mossa di Ark su NVIDIA e TSMC. Per Wall Street, il nodo ora è capire se la crescita di AWS giustifichi una valutazione sempre più vicina a quella dei maggiori colossi tecnologici globali. La trimestrale ha fornito numeri forti, ma il mercato guarderà ai prossimi trimestri per verificare se il boom dell’intelligenza artificiale potrà sostenere ricavi, margini e ritorni sul capitale investito.