Amazon, Alphabet e Uber nei portafogli dei big: il filo rosso è l’IA
Le comunicazioni 13F mostrano posizioni rilevanti di Ackman, Tepper, Li Lu e Buffett su Amazon, Alphabet e Uber, con l’IA al centro.

Le posizioni in Amazon, Alphabet (Google) e Uber stanno emergendo come punto di convergenza tra alcuni dei più osservati gestori miliardari di Wall Street. Il denominatore comune non è soltanto la crescita dei ricavi, ma la capacità di trasformare piattaforme già dominanti in motori di margini più alti grazie all’intelligenza artificiale. Il segnale arriva dalle comunicazioni regolamentari sui portafogli, che fotografano le scelte dei grandi investitori nel primo trimestre 2026.
24/7 Wall St. ha riportato che, nei moduli 13F diffusi a metà maggio e riferiti al primo trimestre, Amazon, Alphabet e Uber sono comparse con frequenza nei portafogli di manager come Bill Ackman, David Tepper, Li Lu e Warren Buffett. Le nuove comunicazioni sul secondo trimestre sono attese più avanti ad agosto, quindi il mercato guarda a questi dati come a una fotografia arretrata ma ancora utile per capire dove si siano concentrate le convinzioni dei grandi fondi. Il quadro rientra nel più ampio dibattito sulle migliori azioni da comprare, dove la qualità del modello di business pesa almeno quanto la narrativa sull’IA.
Secondo 24/7 Wall St., Pershing Square di Bill Ackman aveva Amazon a circa 17,4% del portafoglio e Uber al 15,7%. Appaloosa di David Tepper ha aumentato l’esposizione sia ad Amazon sia a Uber dopo risultati trimestrali descritti come molto forti dalla fonte, mentre ha ridotto leggermente Alphabet, rimasta comunque intorno all’8% del portafoglio. Himalaya Capital di Li Lu mostrava invece un peso combinato su Alphabet vicino al 44,8% tra le due classi azionarie, mentre Berkshire Hathaway di Warren Buffett ha più che raddoppiato la quota in Alphabet fino a circa il 6% del portafoglio; Berkshire, secondo la stessa ricostruzione, non detiene Amazon.
La lettura finanziaria è che questi titoli condividono caratteristiche simili: piattaforme ad alto rendimento sul capitale, grandi basi utenti e spazio per migliorare i margini attraverso automazione, nuvola e pubblicità più efficiente. Per Alphabet, 24/7 Wall St. ha indicato un rapporto prezzo/utili atteso vicino a 26, nonostante un rialzo annuale del 104% e una crescita del 63% per Google Cloud. È un mix che aiuta a spiegare perché alcuni investitori abbiano continuato a guardare al titolo anche dopo una corsa già rilevante, come discusso anche nella nostra analisi su DeepMind e il nodo dei ricavi IA di Google.
Il confronto con NVIDIA resta inevitabile, perché il mercato continua a usare il leader dei semiconduttori come riferimento per valutare l’intera filiera dell’IA. Il titolo scambia a 223,22 dollari, in rialzo dell’1,93%, mentre gli investitori cercano di capire se il valore si concentrerà soprattutto sui produttori di chip o anche sulle piattaforme che li utilizzano per ampliare ricavi e margini. Il tema è vicino alle recenti analisi su Samsung, memoria per l’IA e colli di bottiglia per NVIDIA e su Amazon con Zoox nella sfida dei taxi autonomi.
Resta però un elemento di cautela: i moduli 13F arrivano con ritardo temporale e non mostrano necessariamente le mosse più recenti dei fondi. Inoltre, la presenza degli stessi nomi in portafogli molto diversi non equivale a una garanzia sul percorso dei titoli, ma segnala dove alcuni investitori professionali hanno visto un rapporto interessante tra qualità, crescita e valutazione. Per Wall Street il punto centrale è capire se Amazon, Alphabet e Uber possano trasformare l’opzionalità sull’IA in utili ricorrenti, senza dipendere solo dall’entusiasmo che ha già sostenuto le azioni NVIDIA e altri protagonisti della tecnologia.