Coinbase apre le Ipo ai retail Usa: Oura offre 50 milioni di azioni
Coinbase consente a clienti Usa idonei di richiedere via app azioni Oura al prezzo di Ipo, dopo l'ok regolatorio ai collocamenti primari.

Coinbase allarga il perimetro della propria applicazione oltre le criptovalute e apre l’accesso alle Ipo per una parte dei clienti retail negli Stati Uniti. Il primo test sarà Oura, società nota per gli anelli intelligenti, che punta alla quotazione al Nasdaq in settimana. Decrypt ha riportato che gli utenti statunitensi idonei potranno chiedere azioni Oura al prezzo di collocamento prima dell’inizio degli scambi pubblici.
La società prevede di offrire 50 milioni di azioni con una forchetta attesa tra 40 e 44 dollari per azione e con ticker OURA sul Nasdaq. L’accesso non equivale però a una garanzia di assegnazione. Secondo le informazioni diffuse dalla società e riprese da Decrypt, i clienti devono selezionare l’offerta nella sezione Ipo dell’app, finanziare il conto e inviare un ordine condizionato dopo la pubblicazione della fascia di prezzo, completando anche un questionario standard FINRA per verificare eventuali restrizioni.
Il passaggio arriva dopo l’autorizzazione regolamentare ottenuta da Coinbase Capital Markets per partecipare alle offerte pubbliche iniziali. The Block ha indicato che l’iniziativa estende la spinta di Coinbase oltre la compravendita di azioni sul mercato secondario e segue il lancio di strumenti derivati collegati a società non ancora quotate. La mossa si inserisce nella stessa traiettoria osservata con la richiesta alla CFTC sui perpetui azionari Usa, un progetto che riguardava anche Apple e Tesla.
L’obiettivo industriale è trasformare l’intermediario nato sulle criptovalute in una piattaforma finanziaria più ampia, in cui strumenti digitali e mercati tradizionali convivono nella stessa esperienza utente. Per il settore, il punto sensibile è il confine tra accesso anticipato e tutela degli investitori retail. Chi segue il trading criptovalute conosce già la rapidità con cui le piattaforme specializzate stanno cercando nuove fonti di ricavi, mentre Bitcoin resta il principale termometro della domanda per gli asset digitali.
Il contesto di mercato ha già riportato attenzione su Coinbase nelle ultime sedute, come emerso nel recente rimbalzo del titolo legato a Bitcoin oltre 80.000 dollari. In parallelo, la convergenza tra pagamenti, azioni e strumenti digitali è visibile anche fuori dagli intermediari nati nelle criptovalute, come nel caso di Apple e Google alla ricerca di competenze sulle stablecoin. Per gli investitori europei non è stata indicata un’estensione del servizio, che al momento riguarda clienti statunitensi idonei.
La notizia resta però rilevante perché mostra come le grandi piattaforme stiano cercando di presidiare anche il mercato primario, un’area tradizionalmente dominata da banche d’investimento e reti di collocamento istituzionali.