Bitcoin a sconto su Coinbase da 61 giorni: il segnale che inquieta chi compra BTC
BTC resta sotto il prezzo globale su Coinbase da 61 giorni, mentre gli ETF spot Usa registrano deflussi e il mercato cerca domanda reale.

Per chi compra Bitcoin su Coinbase, il dato più visibile è un sconto che dura ormai da 61 giorni rispetto al prezzo globale. BTC scambia a 75.742,77 dollari, in lieve calo dello 0,13% nelle ultime 24 ore, e il mercato si interroga su quanto pesi davvero la domanda statunitense. 24/7 Wall St. ha riportato che il divario, noto come premio Coinbase, è arrivato a -0,13%, un livello collocato nella fascia più bassa delle letture degli ultimi due anni.
Il dato è stato collegato a un post pubblicato il 6 novembre da Coinbase Markets su X e viene osservato perché Coinbase è una delle sedi più rilevanti per gli operatori istituzionali statunitensi. Il premio Coinbase misura la differenza tra il prezzo di BTC sulla piattaforma statunitense e quello rilevato sui grandi mercati internazionali. Quando il valore è positivo, può indicare una domanda più forte dagli Stati Uniti; quando resta negativo per settimane, come ora, suggerisce una pressione d’acquisto meno aggressiva o vendite più concentrate sul mercato americano.
Per chi segue il trading di criptovalute, il punto non è solo il prezzo assoluto, ma la provenienza dei flussi. Il contesto è diventato più fragile anche sul fronte dei prodotti quotati. 24/7 Wall St. ha indicato deflussi per 1,28 miliardi di dollari dagli ETF spot statunitensi su BTC nella settimana terminata il 6 novembre.
Il dato si inserisce in una fase in cui gli ETF su criptovalute restano uno dei principali canali di accesso per investitori regolamentati, ma non sempre bastano a sostenere il mercato quando prevale la riduzione del rischio. Il segnale, tuttavia, va letto con cautela. Le precedenti fasi di sconto prolungato su Coinbase non hanno sempre anticipato nuovi ribassi; in alcuni casi si sono concluse solo dopo un rimbalzo già avviato.
Per questo il premio negativo non misura da solo l’intera domanda americana: parte degli acquisti può passare da operatori fuori borsa, desk istituzionali o strategie legate alla creazione e al rimborso delle quote degli ETF. La notizia arriva mentre Coinbase resta sotto osservazione anche per il tema della sicurezza e della custodia, dopo che avevamo analizzato la conferma del 99% degli asset clienti offline. La piattaforma è centrale nell’infrastruttura statunitense delle criptovalute, ma il prezzo a sconto mostra che la sua centralità non equivale automaticamente a domanda netta in aumento.
Anche il confronto con Binance, richiamato da 24/7 Wall St., resta delicato perché mette a confronto due bacini di liquidità molto diversi. Sul piano regolamentare, l’incertezza statunitense continua a pesare sul sentiment. Nei giorni scorsi abbiamo segnalato che il Clarity Act è rimasto fermo, un passaggio che mantiene aperte molte domande sul quadro normativo per gli operatori del settore.
In assenza di regole più chiare, gli investitori istituzionali possono restare selettivi, soprattutto dopo settimane di volatilità. Il quadro macro non aiuta: la propensione al rischio è stata messa alla prova anche dall’azionario, con lo S&P 500 nella peggior settimana dal 2025. In questo ambiente, lo sconto su Coinbase diventa un termometro utile ma non definitivo: segnala cautela negli Stati Uniti, non necessariamente una fuga strutturale da BTC.
La prossima verifica arriverà dai flussi sugli ETF e dalla capacità della criptovaluta di difendere l’area dei minimi mensili.