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Criptovalute Usa: Clarity Act fermo per 2 anni dopo il voto

Dopo la vittoria democratica al Congresso, il settore delle criptovalute Usa rischia più indagini su Trump e lo stop prolungato del Clarity Act.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Criptovalute Usa: Clarity Act fermo per 2 anni dopo il voto

La vittoria democratica al Congresso cambia il baricentro della politica statunitense sulle criptovalute. Dopo due anni di clima più favorevole al settore, l’industria degli asset digitali si prepara a una fase più difensiva a Washington, con il Clarity Act destinato a perdere priorità nell’agenda legislativa. CNBC ha riportato che il nuovo assetto politico potrebbe riportare in primo piano figure critiche verso il settore, tra cui Sherrod Brown e la senatrice Elizabeth Warren, ancora influente sui dossier finanziari.

Il cambio di maggioranza arriva dopo una stagione in cui la presidenza di Donald Trump aveva dato maggiore ascolto alle richieste dell’industria, come spiegato anche nella nostra guida al trading di criptovalute per il quadro generale sui rischi normativi. Il nodo centrale resta il Clarity Act, il disegno di legge pensato per definire una cornice organica dei mercati delle criptovalute. Secondo CNBC, l’industria ha speso oltre 200 milioni di dollari per orientare le elezioni di metà mandato verso candidati ritenuti più favorevoli, ma il provvedimento era già fermo al Senato e ora appare ancora più lontano da un’approvazione.

Jaret Seiberg, analista di TD Cowen, ha indicato che la vittoria di Brown in Ohio riduce il peso politico del settore, anche perché gli operatori avevano lavorato per ostacolarne il ritorno. La lettura è coerente con il cambio di tono già visto sui dossier legati alla tokenizzazione, un tema affrontato nella nostra analisi su Canton Coin e l’apertura della SEC alla tokenizzazione di Wall Street. The Block ha indicato che l’industria degli asset digitali dovrà rivedere la propria strategia a Washington dopo una brusca scossa politica.

La priorità dei democratici, secondo le fonti citate, potrebbe spostarsi dalla costruzione di regole favorevoli all’innovazione verso un controllo più severo dei rapporti tra politica, finanza digitale e società collegate al mondo delle criptovalute. In questo contesto, CNBC ha segnalato che i democratici potrebbero concentrarsi anche sui rapporti personali di Donald Trump con il settore, inclusa World Liberty Financial. L’attenzione politica può riflettersi anche sui token legati all’immagine pubblica dell’ex presidente, tra cui Official Trump, senza che questo trasformi automaticamente il dossier in una questione di mercato di breve periodo.

Per gli operatori, il problema non riguarda soltanto una singola legge, ma la prevedibilità delle regole su custodia, emissione di token e responsabilità delle piattaforme. La sensibilità sul tema sicurezza resta elevata, come mostrato anche dal nostro approfondimento su Coinbase e la custodia offline degli asset dei clienti, mentre il fronte delle azioni tokenizzate ha già incontrato resistenze analizzate nel caso OKX-ICE e i no alle azioni tokenizzate. Il risultato è una fase di incertezza regolamentare più alta per il settore negli Stati Uniti.

Senza una maggioranza disposta a spingere una legge di struttura del mercato, le criptovalute rischiano di tornare in un regime dominato da indagini parlamentari, iniziative delle autorità e negoziati più lenti con il Congresso.

Fonti - CNBC

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