Coinbase chiede i perpetui azionari Usa su Apple e Tesla alla CFTC
Coinbase deposita alla CFTC la richiesta per futures perpetui su singole azioni Usa, tra cui Apple, Tesla e NVIDIA: approvazione ancora pendente.

Coinbase ha chiesto ai regolatori statunitensi il via libera per quotare futures perpetui su singole azioni, portando nel mercato azionario Usa uno strumento nato e cresciuto soprattutto nelle criptovalute. La richiesta riguarda contratti legati a titoli come Apple, Tesla, NVIDIA e Microsoft, con esposizione a leva senza possesso diretto delle azioni sottostanti. Il dossier è ora in attesa di valutazione presso la CFTC.
Decrypt ha riportato che la documentazione è stata depositata venerdì tramite Coinbase Derivatives e classifica il prodotto come future su singola azione. L’obiettivo indicato dalla società è offrire una copertura operativa 24 ore su 24 per cinque giorni alla settimana su singoli titoli quotati negli Stati Uniti. Nel registro della CFTC, secondo la ricostruzione, lo stato risulta ancora pendente e non equivale quindi a un’autorizzazione già concessa.
I futures perpetui sono contratti derivati che replicano l’andamento di un’attività senza una scadenza prefissata, a differenza dei futures tradizionali. Chi li utilizza può mantenere la posizione finché rispetta requisiti di margine e meccanismi di finanziamento, elementi centrali anche nella nostra guida al trading di criptovalute. La novità è il tentativo di trasferire questo formato, molto diffuso sugli asset digitali, dentro il perimetro regolamentato delle azioni statunitensi.
La mossa si inserisce nell’espansione dei derivati onshore di Coinbase, dopo l’avvio dei futures perpetui regolamentati su criptovalute negli Stati Uniti. Decrypt ha indicato che la società offre già perpetui azionari a operatori idonei fuori dagli Stati Uniti e che il progetto americano potrebbe includere in prospettiva circa 50-60 contratti, subordinati al consenso delle autorità. Il passaggio dalla criptovaluta alle singole azioni renderebbe più diretto l’incrocio tra infrastrutture di scambio digitali e mercato tradizionale.
Il paniere iniziale citato è significativo perché concentra alcune delle società più osservate di Wall Street, soprattutto nell’area tecnologia e intelligenza artificiale. Il tema si collega al recente ritorno dell’attenzione sui grandi titoli tecnologici, già emerso quando Wall Street è ripartita dall’IA dopo il rialzo Fed. Nel caso dei semiconduttori, il dibattito resta acceso anche dopo la nostra analisi su NVIDIA a sconto rispetto ad AMD, segnale di quanto i derivati su singole azioni potrebbero amplificare l’interesse su nomi già molto trattati.
Per Coinbase, il fascicolo arriva in una fase in cui il confronto con Washington resta centrale per lo sviluppo di nuovi prodotti finanziari legati alle attività digitali. Il nodo regolamentare era emerso anche nelle dichiarazioni di Brian Armstrong sul Clarity Act, con una trattativa descritta come avanzata nella nostra ricostruzione su Coinbase e lo stop politico al Clarity Act. In questo caso, però, il terreno non è una nuova moneta digitale: è l’applicazione di una struttura tipica delle criptovalute a titoli azionari ordinari.
Resta da capire se la CFTC accetterà la struttura proposta e con quali eventuali limiti su leva, margini e accesso degli utenti. L’eventuale approvazione aprirebbe un precedente rilevante per gli intermediari regolamentati che vogliono unire mercati azionari e logiche operative nate negli scambi di asset digitali. Fino alla decisione, il progetto resta una richiesta formale e non un prodotto disponibile per i trader statunitensi.