NVIDIA resta a sconto: utili a 27,5 volte contro AMD a 138
Trefis segnala il divario: NVIDIA tratta a 27,5 volte gli utili contro le 138,3 di AMD, pur con margini e crescita superiori nell’IA.

NVIDIA torna al centro del dibattito sui multipli dei semiconduttori: il titolo tratta a 27,5 volte gli utili, un livello inferiore a quello dei principali rivali nel comparto degli acceleratori per intelligenza artificiale. Trefis ha indicato che il gruppo resta tra le società più redditizie del settore, mentre il mercato continua a premiare con più forza alcuni concorrenti. Le azioni scambiano a 219,68 dollari, in rialzo dello 0,16% nella seduta.
Il confronto più netto è con AMD, che tratta a 138,3 volte gli utili con un margine operativo del 15,7%. NVIDIA, secondo i dati richiamati da Trefis, presenta invece un margine operativo del 65,2% e una crescita dei ricavi dell’83,4% negli ultimi dodici mesi, contro il 39,5% di AMD. Il divario mette in evidenza una situazione insolita: l’azienda con numeri industriali più forti non è quella con il multiplo più alto.
La stessa anomalia emerge guardando al gruppo dei produttori di acceleratori e semiconduttori specializzati per i grandi centri dati. Trefis ha segnalato che Marvell tratta a 81,8 volte gli utili, mentre NVIDIA resta sotto sia AMD sia Marvell nel confronto più diretto. Negli ultimi dodici mesi, però, il titolo NVDA ha guadagnato il 25,7%, molto meno del +239,7% registrato da AMD nello stesso periodo.
La spiegazione non sembra legata a un calo della domanda, ma alla percezione del mercato sulla durata del ciclo dell’intelligenza artificiale. NVIDIA non vende più solo chip grafici: il gruppo propone una piattaforma completa per le cosiddette fabbriche di IA, composta da processori grafici, CPU Vera, rete e software. Il tema si collega anche alla nostra analisi su come Huang ha detto che NVIDIA venderà il doppio dei chip, passaggio che ha rafforzato l’attenzione degli investitori sulla capacità produttiva futura.
Trefis ha indicato che il valore potenziale per ogni gigawatt di capacità nei centri dati era intorno a 18 miliardi di dollari nella generazione Hopper. Con Vera Rubin, in consegna da agosto 2026, la stessa metrica salirebbe a circa 40 miliardi di dollari. La notizia si inserisce nel quadro infrastrutturale già visto con CoreWeave che porta a cluster completo i sistemi IA di NVIDIA, un tassello rilevante per misurare la domanda reale oltre gli annunci.
Un altro elemento riguarda la base clienti, sempre meno concentrata solo sui grandi operatori di calcolo in nube. La parte del business data center non legata agli hyperscaler è cresciuta del 138% su base annua nel secondo trimestre fiscale 2027, spinta da operatori NeoCloud, progetti sovrani e imprese che non intendono sviluppare chip proprietari. Questo ampliamento riduce in parte il rischio di dipendenza da pochi acquirenti, ma non elimina i dubbi sulla sostenibilità dei margini nel medio periodo.
Il mercato azionario resta comunque selettivo sul comparto. Dopo il rialzo della Federal Reserve, Wall Street è ripartita dall’IA, ma gli investitori continuano a distinguere tra crescita effettiva degli utili e aspettative già incorporate nei prezzi. Per chi segue il settore nelle analisi sulle migliori azioni da comprare, il caso NVIDIA mostra quanto il multiplo possa raccontare più delle paure future che della qualità attuale del business.
La corsa di AMD resta il termine di paragone più immediato, anche alla luce del recente movimento in cui AMD ha guidato il rialzo dei semiconduttori Usa. Il punto, ora, sarà capire se il mercato rivaluterà il titolo NVIDIA oppure se continuerà ad applicare uno sconto legato al rischio di normalizzazione della domanda IA. Nei prossimi trimestri il test sarà sui ricavi da data center, sulla tenuta del margine operativo e sulla conversione della capacità Vera Rubin in ordini effettivi.