Google Cloud cresce dell’82% e riapre la sfida con AWS e Azure
La crescita di Google Cloud riapre il confronto nel cloud: ricavi +82%, utile operativo +212% e pressione su AWS e Azure per Wall Street nel 2026.

Alphabet (Google) ha riportato una crescita di Google Cloud pari all’82% su base annua nell’ultimo trimestre, con un utile operativo in aumento del 212%. Il dato riporta al centro di Wall Street la competizione nel cloud, dove Amazon con AWS e Microsoft con Azure restano i due riferimenti principali ma vedono aumentare la pressione del terzo concorrente. The Motley Fool ha evidenziato che il settore dei servizi cloud continua a essere concentrato nelle mani di tre gruppi, che insieme controllano quasi due terzi del mercato globale.
La gerarchia è rimasta stabile per anni: AWS al primo posto, Azure al secondo e Google Cloud Platform al terzo. La novità è che, secondo i dati di Synergy Research ripresi nell’analisi, Google Cloud avrebbe guadagnato 2 punti percentuali di quota nell’ultimo anno. Il passaggio più rilevante è che la quota complessiva dei tre maggiori operatori non sarebbe cambiata.
Questo significa che l’avanzata di Google Cloud non arriva da concorrenti minori, ma soprattutto da una perdita relativa di terreno di AWS. Per il mercato azionario, la lettura è delicata: se la crescita di Google proseguisse a questo ritmo, la distanza dal duopolio AWS-Azure potrebbe ridursi più rapidamente di quanto scontato finora. Per Microsoft, il tema non è solo difensivo.
Azure resta uno dei pilastri della narrativa legata a intelligenza artificiale e infrastrutture aziendali, la stessa area che negli ultimi mesi ha sostenuto molte valutazioni tecnologiche. Il titolo Microsoft scambia a 492,88 dollari, in lieve calo dello 0,22% nelle ultime 24 ore, mentre gli investitori valutano se la domanda per capacità di calcolo resterà sufficiente a sostenere margini e investimenti. La competizione nel cloud si intreccia con il ciclo dei centri dati e dei chip per l’intelligenza artificiale.
Non a caso, nei giorni scorsi abbiamo analizzato il peso di Microsoft in progetti clinici basati su IA, come nel caso UpDoc con ARPA-H, Microsoft e NVIDIA. Sul fronte opposto, Amazon sta rafforzando la propria filiera tecnologica anche attraverso semiconduttori su misura, come raccontato nell’approfondimento su Amazon e Qualcomm nei chip IA per AWS. Il punto centrale è la redditività.
Una crescita dei ricavi cloud dell’82% è già significativa, ma il salto dell’utile operativo indica che Google Cloud sta diventando più efficiente e meno dipendente dalla sola espansione dei volumi. Se questa dinamica continuerà, gli analisti potrebbero riconsiderare il peso del cloud nella valutazione di Alphabet e, per confronto, la qualità dei margini di Azure e AWS. Per gli investitori che seguono le grandi società tecnologiche statunitensi, la sfida resta quindi tripla: crescita, quota di mercato e capacità di trasformare gli investimenti in utili.
La nostra scheda sulle azioni Microsoft resta un riferimento per monitorare il titolo legato ad Azure, mentre il confronto nel comparto IA continua anche tra produttori di chip, come emerso nell’analisi su NVIDIA e AMD con valutazioni divergenti. In questo scenario, Google Cloud non è più soltanto il terzo incomodo: è il segnale che la leadership nel cloud può diventare meno statica.