Utili S&P 500 oltre le stime: l’IA spinge il record dei margini
Le società dello S&P 500 superano le attese sugli utili del 29%, con semiconduttori in forte crescita e valutazioni più esigenti a Wall Street nel 2026.

Il S&P 500 entra nella seconda metà del 2026 con una stagione degli utili molto più forte delle attese. 24/7 Wall St. ha riportato che le società dell’indice hanno superato le stime degli analisti del 29%, un record nella serie considerata dal 2008. Il dato è rilevante perché non dipende soltanto da pochi casi contabili isolati.
Escludendo gli effetti straordinari legati ad Alphabet e Amazon, la crescita degli utili aggregati scenderebbe dal 50% al 32%, restando comunque ben sopra le medie storiche. Il tema si collega anche al nodo già emerso nel caso Alphabet, analizzato nel nostro approfondimento su Google e l’utile record legato al nodo contabile SpaceX. Il contributo più netto arriva dai semiconduttori, dove gli utili sono saliti del 135% sulla spinta della domanda per infrastrutture di intelligenza artificiale, centri dati e capacità di calcolo. NVIDIA scambia a 223,96 dollari, in rialzo del 2,27%, confermandosi uno dei barometri principali del ciclo.
Il confronto sui multipli resta però centrale, come emerso anche nella nostra analisi su NVIDIA contro Broadcom nel test Dalio. La lettura di mercato non è univoca: utili più robusti giustificano valutazioni elevate, ma rendono anche più severo il giudizio su eventuali rallentamenti. 24/7 Wall St. ha indicato che il rapporto prezzo-utili prospettico dell’indice è vicino a 20 volte, livello che lascia poca tolleranza a sorprese negative.
In questo quadro, gli investitori tendono a distinguere tra crescita operativa reale e benefici contabili non ricorrenti. La spesa per intelligenza artificiale sta producendo effetti trasversali, dai produttori di chip ai fornitori di infrastrutture, fino alle grandi piattaforme tecnologiche. Non sorprende quindi che il tema sia entrato anche negli screening sulle migliori azioni da comprare, pur con l’avvertenza che valutazioni più alte aumentano la sensibilità ai prossimi trimestri.
Il caso dei prodotti a leva su NVIDIA, discusso nel nostro articolo sui fondi 2x che rendono meno del titolo, mostra quanto la costruzione dell’esposizione possa incidere sul risultato finale. Per Wall Street, il punto ora è capire se il secondo semestre 2026 confermerà la traiettoria degli utili o se il confronto con basi più elevate ridurrà lo slancio. Il mercato ha già incorporato una quota consistente delle aspettative sull’IA, come indicano anche i movimenti nei portafogli dei grandi investitori descritti nell’analisi su Amazon, Alphabet e Uber come filo rosso dell’intelligenza artificiale.
La prossima verifica passerà quindi dai margini, dagli investimenti in centri dati e dalla capacità delle società di trasformare la spesa tecnologica in ricavi ricorrenti.