Nasdaq 100 da record con i chip, petrolio in calo per 5 sedute
Nasdaq 100 su un nuovo record grazie ai chip: petrolio in calo per la quinta seduta, rendimenti più bassi e Wall Street attende Trump-Xi.

Il Nasdaq 100 ha chiuso martedì 22 settembre 2026 su un nuovo massimo storico, sostenuto dal rialzo dei titoli tecnologici e dei semiconduttori. Stocktwits ha riportato che l’indice ad alta concentrazione tecnologica ha guadagnato lo 0,8%, mentre gli investitori guardano al vertice atteso questa settimana tra Donald Trump e Xi Jinping. Il resto di Wall Street ha mostrato un quadro più selettivo: l’S&P 500 ha terminato la seduta poco mosso, il Dow Jones Industrial Average ha perso lo 0,4% e il Russell 2000 è salito di circa lo 0,3%.
Anche gli strumenti più seguiti dagli operatori hanno riflesso questa divergenza, con QQQ in rialzo dello 0,7%, SPY in lieve calo e DIA in flessione dello 0,4%, un contesto utile da confrontare con le nostre quotazioni azioni USA. Il traino principale è arrivato dai chip, dove gli Etf settoriali VanEck Semiconductor e iShares Semiconductor hanno guadagnato tra 1,7% e 2,1%. Tra i nomi al centro del movimento figurano NVIDIA, Advanced Micro Devices, Broadcom e Micron Technology; il Vanguard Information Technology è salito di circa lo 0,6%.
Il tema resta coerente con la recente analisi sul rialzo dell’IA a Wall Street e con il confronto competitivo descritto nel nostro approfondimento sulla pressione tra produttori di chip. Tra le megacapitalizzazioni, Apple, Microsoft e Meta Platforms restano osservate perché la spesa in intelligenza artificiale continua a orientare le valutazioni del comparto. Il nodo non riguarda soltanto gli utili correnti, ma anche la capacità di trasformare infrastrutture, dispositivi e servizi digitali in margini sostenibili.
In questo quadro si inseriscono anche le nostre analisi sul duello fra i grandi gruppi tecnologici e sulla corsa delle applicazioni IA. Il sostegno ai listini è arrivato anche dal raffreddamento dell’energia. Il Brent è sceso dell’1,1% a 99,25 dollari al barile, mentre il Wti ha perso l’1,2% a 94,59 dollari, segnando per entrambi la quinta seduta consecutiva in calo.
La dinamica alleggerisce una delle pressioni sui costi e richiama il tema già emerso nel nostro focus sui prezzi del greggio e l’impatto sui mercati. Anche il mercato obbligazionario ha contribuito al tono più costruttivo, con il rendimento del Treasury decennale vicino al 4,96%. Stocktwits ha indicato inoltre che il sentiment retail su QQQ e SPY è passato da neutrale a rialzista, con volumi di messaggi elevati, mentre su DIA è rimasto ribassista.
Per chi monitora i temi azionari con un approccio di selezione, il confronto con le migliori azioni da comprare resta uno strumento di contesto, non un segnale operativo. Nel comparto degli asset digitali, il clima di maggiore propensione al rischio non ha prodotto una lettura uniforme. NEAR Protocol scambia a 4,31 dollari, in rialzo dello 0,89% nelle ultime 24 ore, mentre gli asset più narrativi come Official Trump restano sensibili al ciclo politico statunitense. Il collegamento tra finanza tradizionale e reti digitali è stato al centro anche del nostro approfondimento sulla sfida digitale tra banche e protocolli, oltre che dell’analisi sui negoziati tra chip IA e Cina.
La seduta conferma quindi una rotazione molto concentrata: tecnologia e semiconduttori hanno compensato la debolezza relativa di altri indici, mentre petrolio e rendimenti hanno offerto un appoggio temporaneo. Il prossimo test per Wall Street sarà capire se il vertice Trump-Xi ridurrà l’incertezza commerciale o se riporterà volatilità proprio sui settori che hanno guidato il record del Nasdaq 100.