Broadcom ha indicato 230 miliardi per l’IA: NVIDIA vede crescere il rischio su misura
Broadcom cresce nei semiconduttori IA su misura mentre NVIDIA resta leader nei centri dati. Il caso OpenAI riaccende il tema dell’inferenza.

Il confronto tra Broadcom e NVIDIA si è spostato sul terreno più sensibile dell’intelligenza artificiale: i semiconduttori su misura per i grandi clienti. The Motley Fool ha messo in evidenza una divergenza chiave: Broadcom cresce nei progetti personalizzati, mentre NVIDIA difende una piattaforma più ampia, già dominante nei centri dati. Il dato che pesa è la previsione di Broadcom per 230 miliardi di dollari di ricavi da semiconduttori IA nell’esercizio 2028.
Broadcom ha registrato una forte accelerazione nel trimestre fiscale chiuso il 2 agosto, con ricavi da semiconduttori per intelligenza artificiale saliti del 221% su base annua a 16,7 miliardi di dollari. Questa attività ha rappresentato il 56% dei ricavi complessivi del gruppo nel periodo, segnalando quanto il ciclo degli investimenti IA stia cambiando il profilo della società. Per chi segue il settore azionario, il caso rientra ormai nel perimetro delle migliori azioni da comprare, anche se le valutazioni restano legate a ipotesi di crescita molto aggressive.
NVIDIA parte però da una scala molto più ampia. Nel secondo trimestre fiscale chiuso il 26 luglio, i ricavi sono aumentati del 106% a 96,2 miliardi di dollari, mentre la divisione centri dati è cresciuta del 117% a 89 miliardi. Il titolo NVDA scambia a 218,29 dollari, con una variazione giornaliera di -0,03%, in una fase in cui il mercato continua a misurare ogni nuovo contratto IA con attenzione, come emerso anche nella nostra analisi su NVIDIA e l’offerta pubblica di Anthropic.
Il punto più delicato riguarda gli acceleratori personalizzati. The Motley Fool ha richiamato il caso Jalapeño, il semiconduttore sviluppato da OpenAI insieme a Broadcom e pensato per eseguire grandi modelli linguistici in modo più efficiente nei centri dati di grandi dimensioni. Se i principali clienti IA riuscissero a ridurre una parte della dipendenza dai processori grafici NVIDIA, la pressione si concentrerebbe soprattutto sull’inferenza, cioè la fase in cui i modelli vengono utilizzati in produzione.
Per NVIDIA il rischio non è una sostituzione immediata, ma un possibile riequilibrio dei margini nelle attività più mature dell’IA. La società mantiene un vantaggio nell’ecosistema, nel calcolo generalista e nella disponibilità di soluzioni integrate, ma il passaggio di alcuni carichi verso semiconduttori dedicati può cambiare il potere negoziale dei grandi clienti. È lo stesso tema che Wall Street ha seguito anche dopo il nostro approfondimento su NVIDIA, Apple e riacquisti azionari e dopo la chiusura delle posizioni ribassiste descritta nel caso Burry su NVIDIA e Palantir.
Broadcom, dall’altra parte, deve dimostrare che la crescita su commessa può tradursi in ricavi ricorrenti e non solo in picchi legati a pochi clienti. La società ha indicato 115 miliardi di dollari di ricavi IA per l’esercizio 2027 e 230 miliardi per il 2028, numeri che implicano una domanda ancora molto sostenuta. Il confronto resta aperto anche con altri produttori, come mostrato dalla nostra lettura su AMD e gli armadi server IA, perché l’intera catena dei semiconduttori sta cercando di catturare la spesa dei grandi operatori tecnologici.
La partita, quindi, non riguarda soltanto due titoli quotati, ma l’architettura economica dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni. Se i semiconduttori su misura prenderanno più spazio, Wall Street potrebbe premiare chi controlla il rapporto diretto con i grandi clienti, non solo chi vende la piattaforma più diffusa. Il tema resta collegato anche alla spesa delle grandi società del software e del cloud, già al centro della nostra analisi su Microsoft e il nodo IA.